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La casa non esiste ma il raggiro sì: agenzie fantasma romane e caparre rubate sui social. Le nuove truffe del mattone

Annunci irresistibili, agenzie che non esistono a e caparre chieste prima ancora di vedere l’appartamento: a Roma la ricerca di una casa in affitto si trasforma sempre più spesso in una trappola digitale.

La casa non esiste ma il raggiro sì: agenzie fantasma romane e caparre rubate sui social. Le nuove truffe del mattone

Annunci su Facebook e TikTok, portali immobiliari copiati, false partite Iva e richieste di anticipi per appartamenti mai visitati. A Roma la caccia a una stanza diventa terreno di conquista per i truffatori.

Cercare casa a Roma è già una prova di resistenza. Tra prezzi sempre più alti, stanze che spariscono nel giro di poche ore e decine di aspiranti inquilini pronti a chiamare sullo stesso annuncio, adesso c’è anche un ostacolo in più: capire se l’appartamento esiste davvero.

Le nuove truffe viaggiano soprattutto sui social. Facebook, TikTok e sistemi di messaggistica diventano la vetrina perfetta per sedicenti agenzie immobiliari capaci di presentarsi con loghi, fotografie, documenti e persino partite Iva apparentemente credibili. Secondo quanto ricostruito da RomaToday, tra i casi segnalati ci sono richieste di caparre da circa 350 euro per bloccare abitazioni mai visitate e annunci riconducibili ad agenzie che imitano strutture realmente esistenti.

Prima la fretta, poi la richiesta di soldi

Il copione è quasi sempre lo stesso. L’offerta appare interessante, magari leggermente sotto i prezzi folli del mercato romano. Il presunto intermediario risponde rapidamente, assicura che la casa è ancora disponibile ma avverte che ci sono molti altri interessati. Traduzione: bisogna decidere subito.

A quel punto arriva la richiesta di un anticipo per “fermare” l’immobile. Ed è proprio la fretta il primo campanello d’allarme. Casi analoghi hanno già mostrato il ricorso a video dell’appartamento, contratti fotografati e Iban italiani per rassicurare le vittime, mentre visite di persona e videochiamate in diretta vengono sistematicamente rinviate.

Studenti e lavoratori nel mirino

Le vittime ideali sono soprattutto studenti fuorisede e lavoratori che devono trasferirsi rapidamente nella Capitale. Un pubblico costretto a muoversi in un mercato dove una singola può ormai superare facilmente i 600 euro e, nelle zone universitarie, raggiungere cifre molto più alte.

La regola, quindi, resta brutalmente semplice: mai inviare caparre prima di aver verificato casa, proprietario o intermediario e documentazione. Perché nell’immobiliare social della Roma 2026 può capitare di perdere l’appartamento in dieci minuti. Ma anche, molto più rapidamente, i soldi. Annunci su Facebook e TikTok, portali immobiliari copiati, false partite Iva e richieste di anticipi per appartamenti mai visitati. A Roma la caccia a una stanza diventa terreno di conquista per i truffatori.