Il Vicariato di Roma ha stabilito che la preghiera per Erich Priebke e il suo affidamento alla misericordia di Dio dovranno avvenire in forma strettamente privata, cioè nella casa che ospitava le spoglie del defunto. La Chiesa ha pertanto chiarito che, nel rispetto della legge della Chiesa, non è stata negata la preghiera per il defunto, ma è stata decisa una modalità diversa da quella abituale, riservata e discreta, propria in virtù delle “circostanze del caso”.

La richiesta di celebrare il funerale dell’ufficiale nazista è stata presentata al parroco non dai familiari del defunto, ma da una signora a nome dell’avvocato del signor Priebke, nella mattina di sabato 12 ottobre. Tuttavia il Vicariato ha da subito negato la possibilità che la funzione possa svolgersi in una chiesa della Diocesi di Roma. Tutti i parroci si dovranno attenere alla disposizione. Unica celebrazione concessa è quella in casa, ma, fa sapere il Vicariato, la proposta è stata rifiutata dal legale di Priebke, l’avvocato Paolo Giacchini.
Non solo sui funerali. Si litiga anche sulla tomba, con il legale che definisce praticabilissima la possibilità che l’ex ufficiale nazista venga sepolto nel cimitero di guerra tedesco di Pomezia. Una ipotesti, quella del Deutscher Soldatenfriedhof bocciata però dal sindaco di Pomezia, il grillino Fabio Fucci: “Una tumulazione a Pomezia non sarebbe tecnicamente realizzabile, dal momento che il cimitero tedesco ospita solo militari caduti in guerra. I crimini del regime nazista – conclude poi Fucci – sono un segno indelebile della nostra storia, e chi li ha commessi deve essere giudicato e poi cancellato dalla memoria collettiva. Pomezia non accoglierà mai uno di loro”.
