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Se i problemi “je rimbarzano”. Guida a Roma e ai romani

Roma è sempre “oltre”, ha una capacità di rimuovere i problemi unica al mondo. Forse perché (come motteggiano pigri e indolenti i romani doc) “ce n’avemo così tanti che quanno ne ariva un’artro se deve mette in fila”. La vita quotidiana per molti cittadini si svolge in una precarietà e una pesantezza assoluta, prendersi sul serio sarebbe quindi un errore mortale. L’unica ricetta attuabile è, per contrappasso, la leggerezza. Nel dramma della quotidianità ridi e sposta l’attenzione critica sul particolare che diventa universale. La futilità elevata a massimo sistema di vita e di pensiero.
È per questo motivo pragmatico che i Romani sono impermeabili a quello che li circonda, al bombardamento mediatico: al traffico automobilistico, alla Ztl, alle Strisce Blu, alla Metropolitana spesso sporca e affollata, alla “monnezza, alla Linea C (parte non parte, boh!), alla Tari e alla Tasi, ai libri di scuola che sono aumentati, la Movida Selvaggia, i Furbetti del Tavolino, il Lungomuro di Ostia che non permette di vedere il mare, i Balneari in crisi, il Ponte sospeso alla Magliana, il Grande Raccordo Anulare a pagamento, gli immigrati, l’erba che non viene tagliata da mesi, il Muro Torto sempre bloccato, i campi nomadi (anzi de li Zingari), il Foro romano pedonale, la Casta del Parlamento, la nuova autostrada per Latina, l’alta velocità dall’Aeroporto di Fiumicino, la Stazione Termini invasa dai ladri-minorenni, il raddoppio della Via del Mare, la bonifica del Tevere perché puzza, il consumo del suolo per costruire ulteriori abitazioni nonostante ce ne siano decine di migliaia vuote, il lavoro che non c’è più, Ponte Milvio che è diventato un delirio e San Lorenzo una casba, la Banda della Magliana che non muore mai, l’Apple Store che aprirà a Via del Corso, l’Ara Pacis, la libreria Croce a Corso Vittorio Emanuele che non c’è più, il Colosseo usato come paracarro, le buche stradali, gli autovelox sulla Colombo, Pannella che sciopera e fuma sessanta sigari al giorno, il Disney Store che ha riaperto, i mille giorni di Renzi, l’abolizione delle Provincie, i centri commerciali, l’Olimpica bloccata, gli alberi che cadono ormai come mosche, il Papa (morto uno se ne fa un altro), la Quintavalle e i cambia-menti, Zingaretti il fratello di Montalbano, Malagrotta e il re della Monnezza alias l’Avvocato, il sito Roma fa schifo, concludendo con l’Iva, l’uva e l’ova, twitter e Facebook.
Ecco di tutti questi argomenti al prototipo del romano importa nulla o poco più. Sono tante, troppe informazioni da processare tutte insieme. C’è il rischio di venire travolti. Tutto questo al Romano “je rimbarza”. Un unico interrogativo lancinante in questi giorni attraversa la sua mente, occupa i suoi neuroni, non gli da requie: a chi verrà intitolato il nuovo stadio dell’A. S. Roma a Tor di Valle? A “Agostino Di Bartolomei oppure a “Dino Viola”?

Patrizio J. Macci