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Cyber difesa Ue si gioca alla Cecchignola

Il cyber spazio europeo unito nella difesa degli interessi economici. Alla Città militare di Roma il convegno dell’intelligence internazionale contro le minacce della Rete col ministro Pinotti

Il sistema economico e finanziario del Paese è sempre più dipendente dalle informazioni che viaggiano nell’etere. Questa condizione è scandita da due fattori dominanti: la velocità del flusso informativo e le minacce di hacker e cyber terroristi. E’ necessario, dunque, attuare una politica di difesa adeguata. L’Italia, che oggi è al vertice della Presidenza del Consiglio dell’Unione europea, si confronta con il tema del ruolo della Cyber difesa in un convegno internazionale presso la sede della scuolaTramat della Città militare alla Cecchignola.
Il Belpaese è nel cuore di un’Europa tecnologica e sensibile che oggi ragiona a livello sovrannazionale per sostenere uno sviluppo economico liberale coadiuvato dalla tecnologia e dall’informatica.  “Se l’economia dell’Unione Europea e dei suoi Paesi membri venisse attaccata nel suo ‘sistema nervoso centrale’, nei suoi sistemi di comunicazione informatica il  sistema economico-finanziario non farebbe altro che implodere su se stesso” ha detto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti nel suo intervento al seminario sul ‘Ruolo della Cyber Defence nella protezione e sostegno dell’economia Ue’.
Il convegno della Cecchignola  ha posto in essere le criticità del sistema, i limiti, ma anche le potenziali offerte delle aziende pubbliche e private che si occupano del settore. Difendere gli interessi economici del Paese significa trovare una sinergia tra le aziende pubbliche, il sistema di intelligence e i privati che sono tecnologicamente avanti nelle ricerche del settore.
In italia, oltre alle grandi aziende come Finmeccanica, esistono molte piccole e medie imprese che si occupano di sicurezza e protezione non solo in ambito militare ma anche civile. La duplice azione e l’integrazione delle informazioni tra il mondo civile e quello militare sono fondamentali allo sviluppo di un sistema efficiente per garantire la necessaria sicurezza per tutelare la promozione delle imprese e del libero scambio. Il ministro della difesa Pinotti ha anche posto l’accento sulla necessità di contrapporre il “soldato futuro”, tecnologicamente dotato, al terrorista informatico. L’emergenza è quindi da un lato di dotarsi di strumenti high tech in grado di processare i miliardi di informazioni in rete e contrastare la criminalità e dall’altro anche di proteggere la privacy dei cittadini e degli operatori economici per sostenere lo sviluppo del Sistema Paese. Il comune denominatore di questi interventi, naturalmente, è la realizzazione di una sinergia europea nel settore difesa. Il miraggio resta sempre quello di una difesa comune sovrannazionanale di un’Europa unita anche sotto il punto di vista di un vero e proprio esercito, meglio se tecnologico e in grado di contrastare gli attacchi sempre più numerosi di hacker e gruppi criminali che sfruttano la convergenza informatica come grimaldello. La sfida economica, dunque, di un’Europa che si pone il problema di un mercato comune che passa attraverso lo sviluppo delle nuove tecnologie è sempre in bilico con la sfida etica di un controllo tecnologico mirato a favore della sicurezza pubblica. Difendere gli interessi economici attraverso le nuove tecnologie significa anche aprirsi coscientemente ai nuovi mercati e ad una cooperazione internazionale verso i Paesi satelliti dell’ex unione sovietica, come Lettonia ed Estonia, con cui il ministro Pinotti ha avuto incontri bilaterali durante il forum.