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“La deputata parcheggia sulle strisce”. Carfagna: “Andavo di fretta, scusate”

“La deputata parcheggia sulle strisce”. Carfagna: “Andavo di fretta, scusate”
Una Fiat 500 in sosta selvaggia: la Rete non perdona. L’ex ministro costretta alla “gogna social”. “Ma proprio lei che era responsabile alle pari opprortunità ostruisce lo scivolo disabili…”
“La deputata parcheggia sulle strisce”. Carfagna: “Andavo di fretta, scusate”
“La deputata parcheggia sulle strisce”. Carfagna: “Andavo di fretta, scusate”
“La deputata parcheggia sulle strisce”. Carfagna: “Andavo di fretta, scusate”
“La deputata parcheggia sulle strisce”. Carfagna: “Andavo di fretta, scusate”

Quelle di civiltà sono le battaglie preferite degli internauti, così tutti rischiano la gonga “social”: ad essere “pizzicata” questa volta è la deputata di Forza Italia Mara Carfagna finita al centro delle attenzioni della rete di Roma Fa Schifo per una foto: ad essere immortalata è la sua Fiat 500 parcheggiata proprio sulle strisce pedonali di una via del centro capitolino.

“Brava e bella la deputata di Forza Italia, già ministro, che per andare al ristorante in Via di San Basilio parcheggia così. Di fronte allo scivolo per disabili. Tanto il contrassegno di Montecitorio non lo multano davvero. E le Pari Opportunità, di cui la signora si è pur occupata in passato, evidentemente valgono solo per i normodotati: anziani, passeggini, carrozzelle, non vedenti e disabili possono pure andare al diavolo. Almeno durante l’ora di pranzo…”

Le foto della sosta incriminata con una didascalia che lasciava poco spazio ai dubbi sul titolare dell’autovettura, e centinaia di commenti pubblicati in poche ore, hanno indotto la diretta interessata ad accettare la pubblica gogna: “So che in questi casi dire che andavo di fretta e che sono rimasta lì solo per pochi minuti non serve a nulla. In circostanze come questa, l’unica cosa giusta da fare è chiedere scusa. E dunque, mi scuso per gli eventuali disagi che ho creato”.

Una “attribuzione di colpa” che però non ha troncato le polemiche: “Niente scuse, quando si infrange la legge si paga”.