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La discarica a Monti dell’Ortaccio. Ma il Comune sfida il commissario

INSIDE. Il commissario Sottile nei giorni scorsi ha firmato in gran segreto l’autorizzazione alla realizzazione della discarica di servizio nella valle opposta a Malagrotta. Doveva rimanere una notizia riservata per non turbare il clima elettorale sin troppo avvelenato. Invece il Comune rende noto con un comunicato ufficiale il deposito del ricorso al Tar avverso l’ordinanza commissariale. É guerra tra istituzioni

di Fabio Carosi

Dopo Malagrotta c’è Monti dell’Ortaccio. La firma del decreto con cui il commissario Goffredo Sottile ha autorizzato lunedì scorso doveva rimanere “segreto elettorale” sino  alla chiusura delle urne. E questo perché l’operazione di salvataggio di Roma dalla chiusura di Malagrotta necessitava di un tempo di allestimento tecnico in grado di scongiurare l’invasione dei rifiuti.
Per evitare che Monti dell’Ortaccio divenisse ostaggio delle ultime ore di campagna elettorale, secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, lo stesso commissario straordinario Goffredo Sottile aveva raccomandato a tutti i funzionari prefettizi e ai responsabili del Regione e Comune di Roma, il massimo riserbo. La decisione, infatti aveva come unico scopo quello di consentire alla Colari di guadagnare tempo sull’allestimento della discarica nella quale stoccare dai primi giorni di aprile il residuo dei trattamenti meccanico biologici provenienti dagli iimpianti di Rocca Cencia e Malagrotta.

goffredo sottile


E invece, la notizia diventa di pubblico dominio, grazie al Comune di Roma che ingaggia l’ennesima battaglia istituzionale: Roma Capitale, contro il prefetto nominato dal Governo. Con un comunicato ufficiale il Campidoglio delle beffe annuncia che “con ricorso notificato oggi Roma Capitale ha impugnato davanti al Tar del Lazio il provvedimento con cui il commissario Sottile ha autorizzato la discarica di Monti dell’Ortaccio. Il provvedimento è stato impugnato perché presenta numerosi profili di illegittimità e soprattutto non fornisce garanzie alla città e ai cittadini di Valle Galeria sull’effettiva durata della discarica, che dovrebbe essere temporanea, sulla portata dei rifiuti che dovrà contenere e sulle modalità di gestione di questi rifiuti”.
Il Comune va ben oltre l’emergenza prossima vengtura e continua: “Si ritiene che, dopo anni in cui i rifiuti di Roma sono stati conferiti esclusivamente a Malagrotta, la zona di Valle Galeria non sia in grado di sopportare un’ulteriore discarica, soprattutto con le modalità contenute nel provvedimento impugnato”.
Ora bisognerà vedere che effetto avrà la monnezza sulle lezioni. Tecnicamente prima di 5/7 giorni il Tar non potrà pronunciarsi. Chi invece si prepara a dare battaglia sono i cittadini della zona.