di Claudio Roma
In piena campagna elettorale il blocco della metropolitana pesa. Lo hanno capito anche le aziende comunali che, a differenza del passato, hanno raccontato con “giustificato ritardo” il blocco della linea B che ha lasciato per 46 interminabili muniti la città senza la sua seconda infrastruttura di trasporto.

Un venerdì nero per la città, bloccata senza la linea B e con la B1 che ha singhiozzato sino al blocco. Secondo la ricostruzione tecnica di Atac, alle 9 in punto a causa di uno dei tanti problemi elettrici agli impianti stravecchi del metrò, i sistemi di sicurezza sono andati in blocco, togliendo alimentazione alla tratta che va da Termini a Bologna e viceversa e con il guasto che si è propagato dalla stazione Garbatella sino all’altro capo della città, a Quintiliani.
Ovvio che con i convogli pieni, sottoterra è stato il caos, mentre sopra, la politica, ha bombardato il guasto con i comunicati stampa. Alla fine Atac, attraverso l’Agenzia per la Mobilità ha diffuso una nota con la quale ha provato a spiegare il motivo dell’ennesimo blocco: “Un disservizio imprevedibile, ma che sconta la più volte illustrata vetustà dell’infrastruttura, che necessiterebbe di rilevanti investimenti per essere ammodernata – ha spiegato la società – La conseguente disalimentazione ha provocato il temporaneo fermo della circolazione nella tratta Garbatella-Quintiliani e la conseguente attivazione dei servizi sostituitivi con 90 bus navetta”.
E per rabbonire l’ira dei viaggiatori che hanno denunciato l’assenza di comunicazioni in galleria, Atac ha aggiunto: “I tecnici di Atac, immediatamente intervenuti sul posto, hanno provveduto a resettare i sistemi di sicurezza e a garantire la rialimentazione della linea che avveniva alle ore 9,46. Nell’arco di alcuni minuti, tenuto conto dei tempi tecnici necessari, veniva riattivato anche il servizio metropolitano sebbene con qualche iniziale perturbazione motivata dalla necessità di movimentare ciascun treno”.
Insomma, tre quarti d’ora di paralisi e il solito balletto di dichiarazioni politiche sullo sfascio dei trasporti romani. Il sindaco Alemanno ha glissato ogni spiegazione guardando al futuro: “La prossima settimana vedrò il ministro delle infrastrutture Lupi per il finanziamento della Metro C e della chiusura dell’anello ferroviario. Sono fondi che devono venire dal Cipe”.
Come previsto dalla legge, Atac aprirà un’inchiesta.
