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La moglie lo rifiuta. La picchia con il machete

Il marito era solito rincasare completamente ubriaco. La vittima è stata portata all’ospedale di Tivoli dove i medici, dopo essersene presi cura, hanno giudicato le ferite del corpo guaribili in 20 giorni

Tre anni di angherie e violenze di ogni genere culminate con un’aggressione a colpi di machete semplicemente perchè la moglie si rifiutava di avere un rapporto sessuale con lui, padre di due figli di 12 e 14 anni. Una storia di violenza scoperta a Guidonia Montecelio dai Carabinieri che hanno arrestato l’uomo violento.
L’allarme è stato dato dal padre dell’aggressore che, dopo aver picchiato la moglie, si era chiuso in casa con i due figli, di 12 e 14 anni, armato di un machete. Gli uomini dell’Arma non hanno esitato ad entrare nell’appartamento dove hanno trovato i due bambini impauriti in un angolo e l’uomo barcollante, in evidente stato di alterazione psicofisica dovuto all’abuso di sostanze alcoliche; il machete era sopra un tavolino del salotto. A quel punto, su indicazioni del richiedente, i militari della Tenenza di Guidonia Montecelio sono scesi in garage dove, rannicchiata tra le braccia della madre, c’era la moglie con il volto tumefatto e gonfia di lacrime. La donna era stata aggredita e violentemente percossa perché si era rifiutata di subire l’ennesimo rapporto sessuale non consenziente richiesto dal marito che, come ogni giorno, rincasava completamente ubriaco e fuori di sé.

Agli atti della Tenenza c’è anche un esposto anonimo che segnalava continue grida da quella casa: i Carabinieri avevano provato a convincere la donna a denunciare, ma per lei era stata troppa la paura: stanotte ha raccontato che l’uomo minacciava di uccidere lei e tutta la sua famiglia. La vittima è stata portata all’ospedale di Tivoli dove i medici, dopo essersene presi cura, hanno giudicato le ferite del corpo guaribili in 20 giorni. I Carabinieri della Tenenza di Guidonia Montecelio hanno arrestato l’uomo violento e lo hanno condotto presso il carcere di Rebibbia.