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La nuova rete sanitaria: 237 posti letto in meno

Accorpamenti, e rivoluzioni negli ospedali del Lazio. Tutti gli effetti della riorganizzazione prevista dal decreto 368 presentato dal governatore Zingaretti

Il sistema dell’emergenza sanitaria del Lazio, secondo la riorganizzazione prevista dal decreto 368/14, presentato al Ministero della Salute dal presidente della Regione, Nicola Zingaretti, sara’ articolato in cinque Dea di II livello (S. Camillo, Umberto I, S. Giovanni, Gemelli, S. Maria Goretti di Latina e il Bambino Gesu’ per la pediatria), 21 Dea di primo livello e 18 Pronto soccorso. Saranno quattro, invece, gli ospedali di riferimento per l’emergenza pediatrica: Gemelli, Umberto I, S. Camillo, Bambino Gesu’.

L’area metropolitana di Roma perde 237 posti letto (-1,3%) ma le altre quattro province ne guadagnano complessivamente 257 (+6%): 102 solo nella provincia di Frosinone, 66 in quella di Latina, 70 nella provincia di Rieti e 19 a Viterbo. Le Centrali operative Ares 118 saranno ridotte da 7 a 4 e i mezzi di soccorso di tutto il territorio regionale saranno dotati di un sistema di teletrasmissione dell’elettrocardiogramma, che sara’ trasmesso direttamente alle unita’ emodinamiche di riferimento. Il decreto 368/14 prevede inoltre la definizione della distribuzione sul territorio delle 106 ambulanze sanitarizzate e dei 114 messi di base. In particolare 77 ambulanze saranno a Roma e provincia, 10 a Latina e Frosinone, 5 a Viterbo e 4 a Rieti. Inoltre il numero di elisuperfici passerà da 27 a 34, e saranno attive h24 in tutti i Dea di II Livello più Viterbo.

IL DETTAGLIO. La struttura George Eastman viene integrata strutturalmente e funzionalmente all’Azienda Policlinico Umberto I. Entro il 31 ottobre 2015 verranno accorpate le Centrali Operative Ares 118 di Roma Capitale con Roma provincia. Al Cpo di Ostia l’offerta di posti letto di lungodegenza passa da 23 a 42 posti letto; il Pronto soccorso odontoiatrico mantiene la sua specificità all’interno del DEA di II livello del Policlinico Umberto I.
La struttura Nuovo Regina Margherita si riconverte in Casa della Salute, mentre l’azienda Ospedaliera San Filippo Neri viene trasformata in presidio ospedaliero della ASL Roma E, mantenendo il ruolo di DEA di I livello.
Nel decreto è prevista inoltre l’apertura dell’oncoematologia presso l’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata e, al contempo, la disattivazione dell’Unità Operativa di oncologia del Sant’Eugenio e trasferimento del relativo personale e dell’UO di Neurochirurgia presso l’ospedale Pertini, con contestuale trasferimento del personale presso la Neurochirurgia dell’AO San Giovanni Addolorata.
Chiude anche la Chirurgia plastica: il personale sarà trasferito presso l’AO San Camillo. Inoltre, presso il polo ospedaliero Sant’Eugenio CTO viene mantenuta l’Unità Spinale Unipolare con incremento dei posti letto da 16 a 32 e creata un’area di Terapia intensiva dedicata al ricovero delle mielolesioni e reparto di riabilitazione post acuzie. Al Policlinico Tor Vergata, infine, verrà incrementata l’offerta di posti letto, anche in previsione della realizzazione del DEA di II livello.

Accorpate le strutture accreditate che non garantiscono un volume adeguato di nati, pari a 500 l’anno. Entro il 30 giugno verranno quindi accorpati la UO ostetrica/neonatologica di Monterotondo (419 nati) con Tivoli e la UO ostetrica/neonatologica di Colleferro (407 nati) con Palestrina. Entro la stessa data è previsto anche l’accorpamento della UO ostetrica/neonatologica di Alatri con Frosinone, con la trasformazione del presidio ospedaliero in casa della maternità, mantenendo l’attività ostetrica, stesso destino per l’unità di Tarquinia che verrà chiusa, mentre sarà qualificata di quella di Civitavecchia. Entro il 31 dicembre 2015, infine, la rete perinatale viene riorganizzata su due livelli di cura rispetto ai tre attuali. Sono previste quattro reti assistenziali che fanno riferimento agli Ospedali Umberto I, S. Giovanni, S. Camillo e Gemelli, con uno o due centri di II Livello ciascuna e relative strutture di I livello afferenti.