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La pista ciclabile che non c’è più. Magliana, tutta nomadi e discariche

Non transitabile da quasi un anno. Le recinzioni di legno rubate, così le barriere in metallo. Al posto del sentiero protetto per le due ruote sono sorti accampamenti abusivi e depositi di rottami. E non appena il cantiere per la riqualificazione dell’area è stato messo in loco sono arrivati i vandali. Lo denuncia l’associazione BiciRoma con tanto di fotografie che documentano lo stato di abbandono dell’area. LA GALLERY

Fare una pista ciclabile è sempre complicato. Poi succede che una volta inaugurato i sentieri devono essere mantenuti e gestiti. L’ennesimo spreco è documentato dall’associazione dei ciclisti romani che lamentano come da quasi un anno la situazione del percorso che attraversa la zona della Magliana sia nel più totale abbandono.

BiciRoma sta ricevendo numerose lamentele sul vergognoso stato in cui è lasciata la dorsale ciclabile del Tevere nel quartiere Magliana, dove dal luglio 2012 un tratto, ad altezza Pian Due torri, è chiuso e dove la situazione al Viadotto sta degenerando sempre più. La chiusura del tratto doveva essere risolta con procedura di somma urgenza, ma ad oggi è tutto fermo e dei lavori neanche l’ombra. Addirittura il gabiotto del cantiere che avrebbe dovuto essere operativo è stato vandalizzato poco dopo essere stato posizionato.
Sotto il viadotto insediamenti abusivi e discarica crescono di pari passo gettando nel degrado tutta l’area. “Il disinteresse di istituzioni e politica è sotto gli occhi di tutti e chissà cosa ne potrà scaturire – denunciano i ciclisti – La ciclabile da ponte Marconi in direzione del raccordo anulare è ancora interrotta, hanno rubato tutta la recinzione in legno, hanno divelto i tubi che erano piantati in terra per impedire il passaggio dei veicoli, sotto il ponte della Magliana hanno creato un grande deposito di rottami di metalli, hanno creato una baraccopoli. L’erba cresce rigogliosa ai margini della pista e il fondo è sempre più rovinato”.