di Donato Robilotta*
Nella delibera 46 del 24 Giugno del 2014 del Consiglio Regionale del Lazio, l’Ufficio di Presidenza aumentata la dotazione organica del personale a disposizione del Presidente del Consiglio delle Autonomie locali del Lazio e non solo. La cosa ha dell’incredibile.
Il 14 Giugno viene eletto il nuovo vertice del Cal, anche e soprattutto grazie all’azione del Presidente del Consiglio che, invece di fare il garante di un organismo costituzionale, ha condotto in prima persona le trattative per eleggere alla Presidenza un suo amico, e dopo solo dieci giorni lo stesso Presidente del Consiglio porta in ufficio di Presidenza una delibera con la quale la dotazione organica del personale di diretta collaborazione del Presidente del Cal passa da tre a cinque, di cui tre possono essere collaboratori esterni.
Ovviamente, per garantire non solo un certo equilibrio politico ma soprattutto un largo consenso, la stessa delibera prevede l’aumento da cinque a sei della dotazione organica della segreteria tecnica del Presidente del Consiglio e da quattro a cinque delle strutture di diretta collaborazione dei Presidenti delle commissioni permanenti e del Comitato regionale di controllo contabile.
Subito dopo la mia nomina al vertice del Cal nel Maggio del 2013 contro le strutture di diretta collaborazione del Presidente e dei due vice si scatenò una vera e propria tempesta e con la legge sulla spending review, la n. 4 del 2013, furono cancellate le strutture a supporto dei due vice e mantenuta solo quella a supporto del Presidente, con tre addetti alla segreteria.
Appena sono andato via io la spending è terminata e todos caballeros. Nel leggere però le carte ho seri dubbi sulla validità giuridica della delibera in questione, perché proprio la legge regionale 4 del 2013, con l’articolo 14 comma 4 lettera f), modifica l’articolo 37 della lr 6/2002 (disciplina del sistema organizzativo della giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale) prevedendo con la lettera cbis) al comma 4 “la presenza all’interno delle strutture di diretta collaborazione di cui al comma 1 di tre collaboratori scelti anche tra esterni all’amministrazione nella misura massima di due unità”.
Il regolamento di organizzazione cui è demandata dalla legge la disciplina e l’organizzazione delle strutture previste non può superare la legge e quindi in questo caso specifico in cui il numero del personale da assegnare alle strutture in questione è previsto dalla legge stessa il regolamento non può superare questa previsione. Resto molto perplesso del fatto che gli uffici competenti non abbiano sollevato dubbi sulla regolarità tecnico amministrativa della delibera.
Per questo motivo chiederò al Presidente della Regione di valutare le carte ed intervenire eventualmente per annullare la delibera in questione perché c’è il serio rischio che gli atti conseguenti sia nulli e che eventuali assunzioni possano aver causato danno alle casse pubbliche. *Ex Presidente del Cal
