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La replica dei Movimenti: “Il Pd ignora la nostra rabbia”

 “I movimenti per il diritto all’abitare, contro la precarietà e l’austerity sono entrati nella sede dei gruppi consiliari del Comune in via delle Vergini con l’obiettivo di tenere una conferenza stampa sugli sgomberi avvenuti nella giornata di ieri. L’iniziativa si era decisa per denunciare la gestione repressiva delle forze dell’ordine che oltre a mettere uomini e donne per la strada aveva avuto caratteristiche coercitive forti, soprattutto nei confronti degli studenti e delle studentesse. Le dichiarazioni del capogruppo del PD D’Ausilio, che attaccando le occupazioni preferisce chiudere gli occhi davanti ad un’emergenza abitativa galoppante, resa ancor più incontrollata dalle nuove disposizioni previste dall’art. 5 del decreto Lupi, denominato in modo fuorviante ‘piano casa’, dovevano essere oggetto della conferenza stampa che purtroppo non si è mai svolta”. Così in una nota i Blocchi precari metropolitani.
“L’atteggiamento del gruppo PD che ha deciso di barricarsi all’interno delle proprie stanze non ha sicuramente favorito la già difficile interlocuzione – continua la nota – Un modo di agire che non ha tenuto conto della rabbia accumulata nella giornata di ieri e della mediazione messa in campo dagli uscieri in servizio a via delle Vergini. I movimenti intendono ribadire la necessità di interventi urgenti per affrontare precarietà diffusa ed emergenza abitativa e denunciano le politiche di austerity messe in campo dal governo, dalle amministrazioni locali, ricattate dagli obblighi di bilancio, e sostenute dagli apparati repressivi che vengono predisposti contro le legittime occupazioni di studenti, precari e senza casa. Per più di un’ora siamo rimasti chiusi tra due cordoni di celere, subendo un’identificazione indiscriminata tra gli occhi attoniti di turisti e passanti che sono rimasti a filmare basiti la scena surreale. La manifestazione di sabato 12 aprile che doveva essere illustrata con la conferenza stampa vuole porre sotto assedio le risorse e le responsabilità del governo Renzi ostaggio dei diktat dell’UE. Non tenere conto del forte disagio dentro la crisi che viviamo ogni giorno e pensare di ridurre tutto ad una questione di ordine pubblico, rappresenta una scelta che non vuole prendere in considerazione la crescente rabbia con caratteristiche decisamente irrappresentabili”.