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La Roma-Latina un errore. Si riqualifichi la Pontina

Da anni Ance Lazio si batte affinchè si riqualifichi e si realizzi un’opera efficiente e sicura. Abbiamo sostenuto la soluzione autostradale perché pensavamo che fosse la migliore. Abbiamo anche guardato con favore e ritenevamo che fosse logico e conveniente puntare sullo strumento del Project Financing, considerate le difficoltà finanziarie dello Stato e la possibilità di valorizzare il capitale privato.

Oggi abbiamo dei dubbi. E torniamo a chiedere a chi deve prendere le decisioni giuste di valutare attentamente, alla luce dei risultati che la soluzione del Project Financing ‘all’italiana’ ha dato e sta dando, se sia conveniente e opportuno proseguire su questa strada o se invece vada fatta una scelta diversa, nell’interesse dei cittadini e dell’economia regionale. Una lettura attenta dei quesiti posti dalle aggregazioni di imprese invitate a partecipare alla gara per la concessione evidenzia criticità che mettono in discussione la concreta fattibilità economico – finanziaria del progetto.
Se a luglio ci eravamo chiesti se alla luce dei risultati del ‘Project all’italiana’ per le grandi opere stradali la Roma Latina si sarebbe mai realizzata, oggi vediamo pienamente confermate le nostre preoccupazioni.

La proposta di Ance Lazio è  di utilizzare le preziose risorse messe a disposizione dal CIPE per una soluzione diversa che assume una decisa concretezza. La nostra idea è molto semplice. Di fronte alle incertezze su costi e tempi, a fronte delle difficoltà sui tracciati, sulla complessità del far tornare i conti di un’operazione di Project Financing riteniamo necessaria una valutazione e decisione politica che porti a utilizzare i 468 milioni oggi messi a disposizione per l’autostrada Roma Latina, cui vanno ad aggiungersi i 240 milioni stanziati per il tratto Cisterna Valmontone, per un nuovo progetto di messa in sicurezza e miglioramento dell’attuale tracciato. Chiediamo di considerare concretamente l’opportunità e la fattibilità di un percorso che se perseguito con convinzione e riconosciuto valido dal Governo consentirebbe di aprire i cantieri già nel corso dell’anno prossimo assicurando sicurezza e miglioramenti nel giro di 3 anni, ovvero entro il 2017.

Una soluzione che limiterebbe fortemente i disagi rispetto al progetto autostradale consentendo altresì di poter contare su una concreta e certa corrispondenza tra costi e risultato finale. Siamo consapevoli che questo cambiamento di rotta e di decisione richiede un assestamento e scelte che implicano la revisione di impegni e di procedure, ma riteniamo  che chi governa debba mettere sulla bilancia innanzitutto l’interesse dei cittadini e delle imprese, della società civile che vive su questo territorio e il tessuto economico che da un’opera pubblica deve trarre benefici e non disagi. Soprattutto in un momento difficile come questo.

Domenico Paglia, Vicepresidente di Ance Lazio