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La Roma vuol giocare al Colosseo. Pallotta sfida Bayern e Barcellona

Una partita di beneficenza da giocare nella nuova arena e da trasmettere in mondovisione, per raccogliere fondi per restauri e programmi antidegrado. L’idea del presidente dell’As Roma. La replica del ministro Franceschini: “Non scherziamo”

“Ho un grande obiettivo, giocare una partita di calcio nel Colosseo”. Questo è il sogno del presidente dell’As Roma James Pallotta che in un’intervista alla Cnn afferma: “Potremmo giocare contro una grande squadra europea e trasmettere la partita in pay-per-view a 25 dollari in tutto il mondo. Ci sarebbero 300 milioni di spettatori interessati a guardare una partita che non rivedrebbero mai più”.
Il presidente della squadra capitolina ha ben chiaro anche il modo in cui utilizzare la grande somma di denaro che verrebbe raccolta: “Istituire una fondazione a Roma per restaurare le antichità ancora più velocemente e utilizzare il resto in programmi contro la degradazione dei centri urbani della città”, conclude Pallotta.

“Se il presidente della Roma vuole contribuire ad una raccolta di fondi per restaurare i monumenti della capitale ci sono tanti luoghi e possibilità per farlo. Ma al Colosseo no, non scherziamo”. Interpellato dall’ANSA il ministro Franceschini risponde così alla suggestione lanciata da presidente giallorosso.

In attesa di sapere cosa ne pensi il sindaco Marino – col quale si incontrerà in questa settimana – Pallotta, che stasera sarà all’Allianz Arena per la partita contro il Bayern, parla anche di progetti più realizzabili, come il nuovo stadio: “La gente comincia a capire quello che sta succedendo a Roma. Abbiamo un progetto di lungo termine: dare stabilità alla Roma per più di 20 anni. Essere sempre in Champions League e competere per il titolo, sento che già da quest’anno possiamo farcela”.

Battute finali dedicate a Totti: il capitano ha un contratto fino al 2016 come calciatore, poi sono già previsti altri 5 anni come dirigente. Pallotta ha già un’idea sul suo ruolo: “Francesco starà sempre con noi, decideremo insieme quello che vorrà fare dopo. Vorremmo che fosse sempre intorno al campo per parlare con le persone che vengono per dirgli: ‘Sono stato qui 20 anni, questa è Roma’. L’altra cosa che vorrei che facesse è l’ambasciatore del club”.