Nuove norme per le partecipate non quotate, sulle aziende speciali e sulle fondazioni che ricevono contributi a carico del bilancio di Roma Capitale. Riduzione delle spese per il personale e riequilibrio tra il numero dei dirigenti e quello dei lavoratori non dirigenti, limitazioni nell’accesso al credito e nelle spese per beni e servizi, rendicontazione puntuale delle spese. E amministratori licenziabili per giusta causa qualora le disposizioni non fossero rispettate. Questo, in sintesi, quanto prevede la delibera approvata dalla giunta capitolina lo scorso 6 marzo che, in applicazione del Piano triennale per la riduzione del disavanzo e per il riequilibrio strutturale di Roma Capitale, fissa una serie di indirizzi per le società partecipate e le aziende speciali.
Diverse le disposizioni fissate dal provvedimento, che contiene anche misure per assicurare adeguati livelli di liquidità alle partecipate capitoline. Le disposizioni del Campidoglio riguardano l’acquisto di beni e servizi, la revisione dei contratti di servizio, l’accesso al credito, i costi del personale, fino a stabilire che “l’inosservanza da parte degli organismi partecipati delle disposizioni del presente provvedimento… costituisce giusta causa di revoca degli Amministratori”.
In materia di acquisto beni e servizi, “le istituzioni, le Aziende Speciali, le Società controllate da Roma Capitale nonché le Fondazioni sono tenute a dare attuazione agli indirizzi contenuti nella direttiva firmata dall’assessore alla Legalità Sabella lo scorso 20 gennaio, ferme restando le procedure di acquisizione coordinate dal Dipartimento per la Razionalizzazione della Spesa – Centrale Unica degli Acquisti”. Al contenimento delle spese per il personale è dedicata la parte più consistente del provvedimento. La delibera, che dispone che siano applicati i divieti e le limitazioni alle assunzioni di personale stabiliti per Roma Capitale, prevede che “sia assicurata, a decorrere dall’esercizio 2015, una graduale riduzione della percentuale tra spese di personale e spese correnti”, e che sia comunque assicurato, entro e non oltre il 31 dicembre 2015, il rispetto di alcuni parametri. In particolare, il rapporto tra personale dirigente e personale non dirigente non deve superare quello di Roma Capitale al 31 dicembre 2014.
Anche il rapporto tra somme erogate a titolo di compensi per lavoro straordinario e somme erogate a titolo di compenso fondamentale deve adeguarsi alle somme allo stesso titolo erogate da Roma Capitale ai suoi dipendenti. Stesso discorso per il rapporto tra somme erogate a titolo di compensi per salario accessorio e somme erogate a titolo di compenso fondamentale, comprese le voci del salario accessorio aventi natura fissa e continuativa, che non deve superare il rapporto desumibile dalle somme allo stesso titolo erogate da Roma Capitale ai suoi dipendenti. Fino al raggiungimento di questi parametri, c’è il divieto di assumere personale, sia a tempo indeterminato sia con contratti flessibili. Ma anche nel caso in cui siano rispettati prescrizioni e parametri, eventuali assunzioni dovranno essere precedute da una richiesta di verifica della possibilità di reperimento delle necessarie risorse umane attraverso l’espletamento della procedura di mobilità interaziendale, ossia bisognerà verificare la possibilità di attingere risorse umane da altre controllate capitoline.
Per quanto riguarda i contratti di servizio e l’accesso al credito, il provvedimento oltre a disposizioni più stringenti, contiene anche misure per garantire adeguati livelli di liquidità. Per quanto riguarda i contratti di servizio o gli atti di affidamento, questi dovranno prevedere, a fronte di una rendicontazione mensile delle prestazioni erogate, la liquidazione dei corrispettivi previsti in contratto con cadenza mensile da parte delle strutture committenti di Roma Capitale, entro 15 giorni dal ricevimento della relativa fattura.
In materia di accesso al mercato del credito, Roma Capitale potrà anticipare alle Società controllate e alle Aziende Speciali un acconto a valere sui Contratti di Servizio o sugli atti di affidamento entro il limite del 25% del corrispettivo stabilito nei Contratti, con obbligo di procedere al conguaglio degli acconti ricevuti entro l’anno solare di erogazione. Per le Società controllate e le Aziende Speciali, però, è disposto l’obbligo di comunicare a Roma Capitale le decisioni assunte in ordine ai finanziamenti di ogni genere, specie e importo, nonché di attestare la coerenza del finanziamento rispetto agli equilibri economici dell’organismo partecipato e i concreti vantaggi della soluzione adottata rispetto all’ipotesi di fruizione dell’acconto del 25% fornito da Roma Capitale.
Infine, il provvedimento prevede che “l’inosservanza da parte degli organismi partecipati delle disposizioni costituisce giusta causa di revoca degli Amministratori”.
