Finti giocatori, vedette e un “croupier” al centro della scena: otto persone denunciate nel cuore di Roma. Sequestrati quasi mille euro. Un raggiro antico, sopravvissuto per secoli e ancora oggi presente nelle grandi città turistiche.
Cambiano le epoche, ma certe trappole sembrano immortali. Tre campanelle, una pallina e la promessa di soldi facili: quanto basta perché uno dei giochi di strada più antichi continui ancora oggi a mietere vittime tra i turisti. Stavolta il sipario si è alzato in via dei Fori Imperiali, dove la Polizia Locale del I Gruppo Centro ha fermato sei uomini e due donne, tutti di nazionalità romena e di età compresa tra i 25 e i 30 anni.
Una squadra con ruoli studiati
Secondo quanto ricostruito dagli agenti, il meccanismo era organizzato nei dettagli. Uno manovrava le campanelle, altri fingevano di scommettere e vincere per convincere i passanti che il gioco fosse semplice. Intorno, altri componenti del gruppo contribuivano a creare pubblico e proteggere l’attività.
Una piccola rappresentazione teatrale in cui l’unico spettatore inconsapevole è quello destinato a mettere mano al portafoglio.
Gli otto sono stati denunciati per esercizio di gioco d’azzardo, con l’aggravante del concorso di almeno cinque persone. Sequestrati gli strumenti utilizzati e quasi mille euro in contanti, ritenuti collegati alle puntate.
Dai bussolotti dell’antichità alle strade delle metropoli
Il principio delle tre campanelle ha antenati antichissimi. Giochi di abilità con bicchieri, bussolotti e palline erano conosciuti già nel mondo romano, mentre nei secoli successivi varianti simili si diffusero nelle fiere e nelle strade europee. Il parente più celebre è il shell game anglosassone, costruito sullo stesso principio: far credere alla vittima di seguire un oggetto che, grazie alla destrezza dell’operatore, può sparire al momento decisivo.
Un copione arrivato praticamente intatto fino al XXI secolo. A Roma le forze dell’ordine continuano infatti a intervenire soprattutto nelle zone a maggiore concentrazione turistica, dai Fori Imperiali all’area di Fontana di Trevi.


