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Vacanze utili 2026: la nuova tendenza è quella di viaggiare per imparare

Workshop e corsi diventano souvenir immateriali. Opportunità per destagionalizzare e valorizzare il Made in Italy

Vacanze utili 2026: la nuova tendenza è quella di viaggiare per imparare

Dimenticate il vecchio stereotipo della vacanza trascorsa al sole senza far nulla

Nell’estate 2026 il turismo cambia volto: nasce il fenomeno delle “skilliday”, viaggi pensati per imparare e tornare a casa con una nuova abilità. Secondo una ricerca europea, su oltre 27.000 viaggiatori in 28 Paesi, il 53% degli italiani pianifica di sfruttare i prossimi viaggi per seguire corsi, workshop o esperienze formative. Un trend che coinvolge trasversalmente il Paese e che potrebbe ridisegnare l’offerta turistica nazionale.

Giovani in testa, souvenir che non si comprano più

A trainare il fenomeno sono i più giovani: il 57% della Gen Z (18–24 anni) e il 52% dei 25–34enni dichiara di aver già pianificato una vacanza-studio o un viaggio dedicato all’apprendimento. Per molti viaggiatori l’esperienza diventa significativa solo se accompagnata dall’acquisizione di competenze pratiche: il 54% afferma che imparare rende il viaggio più autentico, mentre il 55% preferisce portare a casa nuove abilità piuttosto che souvenir materiali.

Le competenze più richieste delineano un mix tra tradizione e modernità. In testa c’è l’artigianato tradizionale — ceramica, tessitura, falegnameria e lavorazioni tessili — scelto dal 31% degli italiani in viaggio. Seguono corsi di cucina con chef locali (29%), lezioni di lingue straniere per la conversazione di base (28%), attività legate al benessere come yoga e meditazione (26%) e produzioni food & beverage, dalla vinificazione alla caseificazione, al 25%.

Un’opportunità per le PMI e l’economia locale

La svolta formativa del turismo ha implicazioni economiche concrete. Il 50% degli italiani è disposto a spendere di più per un viaggio che includa workshop o attività condotte da artigiani e operatori locali. Questo cambiamento rappresenta una leva per le piccole e medie imprese del territorio, che possono aumentare il valore dell’offerta, fidelizzare clienti e contribuire alla destagionalizzazione dei flussi turistici. Studi recenti stimano che il binomio turismo–produzioni locali generi un indotto complessivo rilevante: la spesa legata al Made in Italy e alle esperienze esperienziali si aggira su miliardi di euro, con effetti positivi per filiere produttive e occupazione.

Come cambiano le destinazioni e l’offerta

Le destinazioni che puntano sulle skilliday rivedono la loro proposta: dai pacchetti “weekend esperienziale” ai percorsi intensivi di una settimana, fino a soggiorni più lunghi con certificazioni o attestati. Molti operatori turistici integrano lezioni pratiche con visite a laboratori, degustazioni e momenti di confronto con artigiani e produttori. L’ecosistema che si crea attorno a queste esperienze valorizza autenticità, sostenibilità e connessioni tra visitatore e comunità locale.

Il fenomeno interessa anche settori apparentemente distanti dal turismo tradizionale: agricoltura sostenibile e permacultura, tecniche di foraging e sopravvivenza soft, sport come surf e arrampicata, e discipline creative — fotografia, pittura e scrittura — che trasformano il tempo libero in pratica formativa.

Rischi e criticità

Non mancano però sfide. C’è il rischio di gentrificazione esperienziale, con attività che diventano prodotti turistici poco autentici o troppo costosi per le comunità locali. La qualità dell’offerta è un punto critico; corsi mal strutturati o senza reale valore formativo possono deludere le aspettative e danneggiare la reputazione delle destinazioni. Serve quindi formazione per gli operatori, regolamentazione minima e partenariati con enti culturali e formativi per garantire credibilità e benefici duraturi.

Cosa possono fare le imprese

Per intercettare la domanda, le PMI devono puntare su autenticità, trasparenza e qualità. Collaborazioni tra atelier artigiani, ristoratori, scuole locali e tour operator possono creare pacchetti completi che combinano esperienza pratica e contesto culturale. Investire in comunicazione digitale e in recensioni verificate aiuta a raggiungere i target giovani, mentre offerte modulabili (dal corso breve al soggiorno formativo) facilitano l’accesso a diverse fasce di clientela.

Le skilliday non sono una moda passeggera

Segnano un cambiamento profondo nel modo di viaggiare. Per l’Italia, con il suo patrimonio artistico, enogastronomico e manifatturiero, la sfida è trasformare competenze e tradizioni in opportunità sostenibili e di qualità. Se ben gestito, il turismo formativo può diventare una leva strategica per rigenerare territori, sostenere le PMI e offrire ai viaggiatori un “souvenir” che dura una vita.