Trenta ettari di polmone verde nel cuore della Capitale rischiano di cambiare volto, ma il fallimento della prima asta giudiziaria riapre inaspettatamente i giochi per il futuro della mobilità e dell’ambiente a Roma.
Una ghiotta occasione per il Campidoglio
Un prezioso tassello della Riserva naturale della Valle dell’Aniene, compreso nel tratto tra Ponte Mammolo e Ponte Nomentano, è finito all’incanto con una base d’asta di poco superiore al milione e 100mila euro. Scaduto il termine per la presentazione delle offerte, il notaio incaricato Francesco Balletta ha confermato che l’asta è andata deserta. Una battuta d’arresto per la procedura liquidatoria che si trasforma immediatamente in una ghiotta occasione per il Campidoglio.
La porzione di terreno, attualmente in stato di abbandono e priva di manutenzione, appartiene alla Ostilia Srl, società legata al Gruppo Bonifaci, travolto dal fallimento dichiarato dal Tribunale di Roma nel 2019. La vicenda di questi ettari trascina con sé anni di contenziosi urbanistici.
Una storia di ricorsi cominciata quindici anni fa
Dopo la destinazione definitiva a verde pubblico impressa dal Piano regolatore, la proprietà aveva adito le vie legali con un ricorso al Tar. Successivamente, nel 2012, si era aperto un tavolo di trattativa con il Comune basato sulle compensazioni urbanistiche: la società avrebbe ottenuto 35mila metri quadrati di diritti edificatori altrove in cambio della rinuncia ai ricorsi, della realizzazione a proprie spese del parco attrezzato e della cessione gratuita dell’area a Roma Capitale. Quell’accordo, tuttavia, non vide mai la firma definitiva, lasciando il terreno nel limbo amministrativo fino al pignoramento.
Fronteggiando il rischio che un privato possa aggiudicarsi l’area al prossimo incanto, il Municipio III ha deciso di muoversi tempestivamente. Il presidente Paolo Emilio Marchionne e l’assessore all’Ambiente Matteo Zocchi hanno inviato una lettera formale all’assessore capitolino al Patrimonio, Tobia Zevi, sollecitando l’amministrazione centrale a verificare con urgenza la fattibilità tecnico-amministrativa ed economica per l’acquisto dei 30 ettari.
In quell’area è previsto il passaggio del Grande raccordo anulare delle biciclette
Secondo i vertici municipali, l’operazione permetterebbe di ricucire uno dei corridoi ecologici più importanti della città e di garantire una gestione unitaria e pubblica di un patrimonio ambientale ricchissimo di sentieri e biodiversità.
L’acquisizione pubblica assume inoltre una rilevanza strategica sul fronte dei trasporti sostenibili. Proprio in quell’area è infatti previsto il passaggio del Grab, il Grande raccordo anulare delle biciclette, l’infrastruttura su due ruote pensata per collegare i punti nevralgici della Capitale – dal centro storico fino alle periferie e al litorale – a beneficio di turisti e pendolari.
L’ingresso dei terreni nel patrimonio di Roma Capitale consentirebbe di accelerare la realizzazione della ciclabile, blindando per sempre la fruizione pubblica di un pezzo straordinario di campagna romana.

