Avrebbero commesso un furto di rame e stavano tentando di scappare verso la Campania i quattro rumeni rimasti coinvolti nel tragico incidente di questa mattina sull’autostrada Roma Napoli, nei pressi di Cassino. Due di loro, non ancora 30enne, sono morti nello schianto contro un camion. Un terzo è in gravissime condizioni e sta per essere trasferito a Roma, il quarto è ferito ma non in pericolo di vita. A bordo dell’auto, un’Audi, c’erano circa 500 chili di rame.
I fuggitivi erano stati segnalati alle forze di polizia della provincia di Frosinone e una pattuglia della polizia stradale della sottosezione di Cassino li stava inseguendo a distanza di sicurezza. Probabilmente l’intenzione dell’autista era quello di svoltare dalla terza alla prima corsia seminando il panico tra i conducenti degli altri veicoli, per poi accostare e scappare a piedi. Una manovra che non è riuscita dato che l’Audi si è scontrata con il camion causando una carambola che ha visto coinvolti un secondo camion ed una seconda auto. Tutti illesi gli altri automobilisti.

“I miei uomini hanno intimato l’alt e non si sono fermati”. A parlare è il vice questore Giovanni Consoli, comandante provinciale della polizia stradale di Frosinone. “Per circa 8 chilometri una pattuglia li ha inseguiti tentando di fermarli e, per tutta risposta, il conducente dell’Audi ha tentato di speronare l’auto degli agenti cercando di spingerli contro il guardraill o nel fossato. Poi, a Cassino, quando hanno visto un’altra pattuglia che bloccava la strada, nel tentativo di evitarla hanno impattato contro il camion”.
I due superstiti sono entrambi in arresto per ricettazione dato che nella loro auto, risultata intestata ad un rumeno diverso dai quattro in questione, c’erano circa 300 chili di rame oltre agli arnesi atti allo scasso e necessari per tagliare i cavi o le pesanti barre. Al momento non si hanno notizie su dove il rame sia stato trafugato. Il conducente, invece, dovrà rispondere anche di resistenza a pubblico ufficiale, guida senza patente e dell’omicidio colposo dei suoi due connazionali. “Di loro sappiamo poco, nessun parente si è informato delle loro sorti, per questo abbiamo chiesto collaborazione al Consolato Rumeno”.
