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L’anima retrò capitolina: viaggio tra mercati storici e storie di moda circolare

Dai numeri da record di Porta Portese alle creazioni artigianali di The Circle, ecco come il Lazio sta reinventando il concetto di stile originale.

L’anima retrò capitolina: viaggio tra mercati storici e storie di moda circolare

La rivoluzione green di Roma trainata dalla Gen Z

Il mercato della moda vintage non conosce crisi. Secondo gli ultimi dati di settore, la regione si colloca stabilmente ai vertici nazionali per impatto economico e ambientale generato dal riciclo. Nel Lazio, il 65% dei cittadini partecipa attivamente all’economia circolare comprando o vendendo beni usati, una quota trainata principalmente dalle nuove generazioni: il 70% dei giovani e della Gen Z esprime una netta preferenza per l’abbigliamento d’epoca rispetto alle proposte commerciali tradizionali. A livello locale, la sola città di Roma muove un volume d’affari stimato in 3 miliardi di euro all’anno, intercettando circa l’11% del mercato italiano (il cui valore complessivo si attesta sui 27 miliardi). I consumatori romani dimostrano inoltre un’altissima fidelizzazione: il 47% acquista vintage mensilmente, mentre quasi un terzo (28%) effettua transazioni su base settimanale attraverso canali fisici e digitali.

Risparmio, stile e sostenibilità

La spinta commerciale verso il second-hand risponde a tre macro-esigenze, fattori economici-al 78%-ricerca di stile-al 47%-e sostenibilità-al 36%. Il tessuto distributivo si concentra nei quartieri romani di Rione Monti, Prati, Pigneto e Corso Vittorio Emanuele, appoggiandosi a eventi consolidati come il Vintage Market, tempio dello stile Hipster e o lo storico mercato domenicale di Porta Portese, tra mobili antichi, giacche, Brick e Brack, meta di collezionisti-da tempo ha perso un po’ la sua natura originaria-oltre al mercatino dell’Usato Vintage nel quartiere Monti, dove si trovano anche interessanti pezzi di antiquariato.

L’anima retrò capitolina: viaggio tra mercati storici e storie di moda circolare

Nuova vita, parola d’ordine originalità

Accanto alla grande distribuzione dell’usato, emergono laboratori di upcycling come The Circle. Nato dall’iniziativa di tre donne (Cristiana, Raffaella e Cristiana), capaci di reinventarsi professionalmente partendo da zero, il laboratorio recupera abbigliamento militare e camicie di lino grezzo per trasformarli, tramite ricami e decorazioni floreali, in pezzi unici d’alta sartoria.

Una filosofia che unisce il rispetto per l’ambiente con la rinascita del capo di abbigliamento

Per i consumatori, la sfida principale resta l’autenticazione del prodotto. Gli esperti raccomandano una verifica rigorosa della fonte e della manifattura, suggerendo come storici distretti di approvvigionamento il mercato di via Sannio a Roma e l’appuntamento settimanale del martedì a Latina.

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The Circle, tre donne, ago e filo

The Circle è una realtà artigianale che tratta solo vintage, dalle giacche militari con pelle, glitter e ricami,  alle camicie di lino rigorosamente bianche lavorate, scovate a Porta Portese e ristrutturate con decorazioni di fiori, ricami di serpenti, o stelle. Le giacche acquistano una nuova anima, dopo essere state recuperate dall’uso militare, ristrutturandole anche nell’energia che trasmette il capo di abbigliamento, per un risultato completamente diverso. “Il vintage va sempre di moda”-dicono Cristiana, Raffaella e Cristiana,-“soprattutto in questo periodo; si cerca di non buttare via niente, dando, nel nostro piccolo, il contributo alla tutela dell’ambiente”.

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Come si riconosce un capo vintage originale

“Bisogna controllare sempre la fonte. A Roma, in via Sannio, c’è un mercato nel quale si trova il vero usato, o a Latina, il martedì mattina, c’era un luogo gettonatissimo per trovare abiti retro, ma nel tempo è tutto cambiato”-aggiungono le tre socie di Circle. “L’usato ha sempre un piccolo difetto, che diventa la sua caratteristica e la sua forza. Il vero gentleman o la vera signora si riconoscono da quello che indossano, che non deve essere uniformato ed eccessivamente nuovo. A Roma ogni quartiere è un microcosmo; a Roma Nord si tende a cercare le firme, ma c’è una grande fetta di mercato di clienti che cercano le alternative e soprattutto l’originalità, che è la nostra mission. A ogni capo abbiniamo una frase, sui capi su ordinazione viene scritto un pensiero adatto alla persona che li indosserà, sono unici e numerati, ma non mancano canotte personalizzate con cornetti, alieni, cuoricini, infradito. E’ la nuova vita della moda, che spesso utilizza materiali diversi, come la plastica, o le bucce d’arancia per nuove creazioni fashion”.