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Lazio, la mappa dei laghi tra incubo inquinamento e acque da bollino blu

Il report Goletta dei Laghi 2026 di Legambiente incorona Roma e punisce il Pontino. Maglia nera a Sabaudia: “È una vergogna, servono interventi subito”

Lazio, la mappa dei laghi tra incubo inquinamento e acque da bollino blu

I laghi del Lazio viaggiano a due velocità. Se l’area romana e il Reatino sorridono con acque promosse a pieni voti, la provincia di Latina resta incatenata a un’emergenza ambientale senza fine. È questo il quadro netto che emerge dai dati di Goletta dei Laghi 2026, la celebre campagna di Legambiente che monitora lo stato di salute dei bacini idrici della regione.

Il bilancio complessivo parla di ventiquattro punti campionati in dieci laghi differenti. Se da un lato il settantacinque per cento dei rilevamenti (diciotto in totale) rientra pienamente nei limiti fissati dalla legge, dall’altro la fotografia regionale resta incrinata da ben cinque punti classificati come “fortemente inquinati” e uno come “inquinato”. Un dato che non permette di fare medie consolatorie: dove il problema c’è, rimane grave.

Disastro Latina: Sabaudia da incubo, male anche Fogliano e Fondi

La situazione più drammatica si concentra per l’ennesima volta nel territorio pontino, con il lago di Sabaudia a far da maglia nera regionale. Tutti e tre i punti analizzati dai tecnici — l’immissione del canale a Selva Piana, il canale di via Orsolini Cencelli e il fosso sotto via dei Bersaglieri — sono risultati fortemente inquinati. Proprio sulle sponde del bacino, durante la presentazione del dossier, gli attivisti hanno mostrato uno striscione con la scritta «Che vergogna», mentre il presidente di Legambiente Lazio, Roberto Scacchi, ha denunciato la presenza di troppi scarichi non depurati preannunciando un esposto formale alle autorità competenti.

Il degrado non risparmia gli altri specchi d’acqua della zona. Nel lago di Fogliano, la foce del canale in località Cicerchia si conferma fortemente inquinata, proseguendo una scia negativa che dura quasi ininterrottamente dal 2018. Segnali di peggioramento arrivano anche dal lago di Fondi, dove il canale San Magno è passato in un solo anno da parametri regolari a una situazione di forte inquinamento. L’unica nota lieta per la provincia di Latina riguarda il canale San Vito a Monte San Biagio, tornato finalmente entro le soglie di norma.

Roma e il Reatino promossi a pieni voti

Tutt’altra musica si respira nella Città Metropolitana di Roma e nel resto del Lazio. I laghi di Bracciano e di Albano superano gli esami a pieni voti: sia l’area della Spiaggia del Lago sia quella nei pressi del Ninfeo Brigantino a Castel Gandolfo hanno registrato valori microbiologici impeccabili, confermando la sicurezza di due tra le mete estive più amate da bagnanti e sportivi.

Notizie incoraggianti giungono anche dal lago di Bolsena, dove dei sei punti monitorati soltanto uno è risultato inquinato, mostrando un deciso miglioramento rispetto alla diagnosi dell’anno precedente. Promozione a pieni voti, infine, per i laghi di Vico, Canterno, Turano e Salto, i cui campioni hanno superato con successo tutti i test della campagna.

Legambiente tiene a precisare che i campionamenti di Goletta dei Laghi non rilasciano brevetti di balneabilità generale, ma vanno a scovare le ferite aperte dei bacini, concentrandosi su foci di canali, torrenti e scarichi maggiormente esposti a contaminazioni fecali da Escherichia coli ed enterococchi. Come ha sottolineato Stefano Raimondi, responsabile biodiversità dell’associazione, il trend generale del Lazio mostra timidi segnali di miglioramento, ma per i laghi costieri del Latina non servono più soluzioni tampone, bensì interventi strutturali e definitivi per bloccare una volta per tutte gli scarichi fuorilegge.