Una controversia nata nel 2010, nella quale Il gruppo San Raffaele ottiene ragione dal Consiglio di Stato, le opposizioni chiedono chiarezza e la Giunta Rocca annuncia nuovi ricorsi. Sullo sfondo, il paradosso della sanità pubblica chiamata a saldare il conto con quella privata.
Da tre a 82 milioni: il conto che fa tremare la Pisana
Sedici anni di contenziosi, tre amministrazioni regionali e un conto finale da far impallidire qualsiasi direttore finanziario. La Regione Lazio si ritrova a dover riconoscere 82,14 milioni di euro al gruppo San Raffaele, riconducibile ad Antonio Angelucci, imprenditore della sanità privata e deputato della Lega.
Tutto comincia nel 2010, quando la Giunta Polverini impone una riduzione del 4% ai budget delle strutture accreditate. Il San Raffaele contesta il provvedimento e avvia una battaglia giudiziaria che, dopo pronunciamenti inizialmente favorevoli alla Regione, approda a un esito opposto davanti al Consiglio di Stato. Il particolare più clamoroso riguarda le cifre. La Regione aveva ipotizzato un pagamento di poco superiore ai tre milioni. Il gruppo privato ne chiedeva circa 60, oltre agli accessori. Alla fine, tra rivalutazioni e interessi, il conto riconosciuto supera gli 82 milioni.
La sanità pubblica paga quella privata
La somma compare nella deliberazione approvata il primo ottobre dalla Giunta Rocca, all’interno di oltre 83 milioni di debiti fuori bilancio.
Secondo quanto riportato dal quotidiano Domani, le risorse potrebbero essere reperite attraverso il fondo rischi della Gestione sanitaria accentrata. Una prospettiva che ha acceso lo scontro politico: mentre ospedali e servizi territoriali devono fare i conti con risorse limitate, una cifra imponente viene destinata a chiudere un contenzioso con un operatore privato. Le opposizioni, da Pd a M5S, Azione e Italia Viva, chiedono spiegazioni sulla gestione della vertenza, sulle trattative fallite e soprattutto sull’enorme distanza tra la prima valutazione regionale e la cifra definitiva.
Nel mirino finiscono anche le questioni relative all’accreditamento di alcune strutture e il peso complessivo dei contenziosi sanitari con il gruppo Angelucci.
Rocca prepara i ricorsi, ma intanto paga
L’assessore al Bilancio Giancarlo Righini annuncia che la Regione procederà con un ricorso per revocazione e uno in Cassazione. Ma conferma anche l’intenzione di versare quanto dovuto per evitare ulteriori interessi. Intanto, le opposizioni reclamano una seduta della commissione Trasparenza e nuovi chiarimenti dai vertici regionali, a cominciare dal direttore Urbani.
La battaglia, insomma, non è finita. Resta però una domanda politica che supera le carte bollate: come ha potuto una controversia valutata dalla Regione poco più di tre milioni trasformarsi in un esborso superiore a 82? E soprattutto, quali conseguenze avrà sul sistema sanitario laziale?
Affari Alert
Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.
Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno


