Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Le elezioni finiscono in Procura. Regionali, decisione choc del Tar

Le elezioni finiscono in Procura. Regionali, decisione choc del Tar

I giudici amministrativi spediscono a piazzale Clodio tutti i documenti relativi al ricorso contro Renata Polverini presentato dal Movimento Difesa del Cittadino. Le carte anche alla Procura regionale della Corte dei Conti per valutare eventuali danni erariali dovuti allo slittamento della data e alla serie di ricorsi difensivi presentati dalla Regione Lazio. La trasmissione degli atti per la “possibile sussistenza di illeciti di natura penale o amministrativo-contabile”

Chi non ricorda la battaglia tra Renata Polverini e il Movimento Difesa del Cittadino per decidere la data delle elezioni regionali? A pochi giorni dal voto, il Tar si pronuncia definitivamente con una sentenza choc. Prima definisce il ricorso “improcedibile” per sopravvenuta carenza di interesse, poi decide la “trasmissione copia degli atti di causa alla Procura della Repubblica di Roma e alla Procura regionale della Corte dei conti per il Lazio”.
Così la II sezione bis del Tar del Lazio nella sentenza con cui si è definitivamente pronunciata sul ricorso presentato nel dicembre scorso dal Movimento difesa del Cittadino per sollecitare una rapida indizione del voto per la Regione Lazio. Mdc si era rivolto ai giudici amministrativi per ottenere l’esatta esecuzione della sentenza, integralmente confermata dal Consiglio di Stato, con la quale il Tar aveva accertato l’obbligo per la Polverini di indire subito le regionali per il 3-4 febbraio.

pellegrino gianluigi


A seguito dello scioglimento delle Camere, il Movimento rinunciò alla domanda cautelare tenendo conto della prospettiva di un possibile svolgimento di un election day, cosa poi verificatasi con l’indizione della consultazione elettorale per il 24-25 febbraio. In sede di trattazione di merito Mdc però chiese “l’adozione di una pronuncia di accertamento dell’avvenuta violazione del medesimo dictum da parte del Presidente della Regione Lazio – si legge nella sentenza – ritenendo persistente un proprio interesse al riguardo sotto il profilo morale, oltre che in vista del futuro possibile esercizio di un’azione risarcitoria, e comunque ai fini della pronuncia sulle spese di giudizio”.
Sul punto però il Tar afferma che “ogni ulteriore accertamento a fini morali o a fini risarcitori ulteriori e meramente eventuali rimane quindi precluso in questa sede, in presenza dell’accertata sopravvenuta carenza di interesse all’adozione dei conseguenti provvedimenti giurisdizionali previsti dalla disciplina codicistica dell’esecuzione del giudicato amministrativo”. Pertanto “in relazione alla possibile sussistenza di illeciti di natura penale o amministrativo-contabile nella vicenda in esame, occorre comunque disporre la trasmissione di copia degli atti di causa alla Procura della Repubblica di Roma e alla Procura regionale della Corte dei conti per il Lazio”.