Le banche hanno chiuso i rubinetti: crollano i prestiti alle imprese, si dimezzano i mutui alle famiglie. Il quadro a tinte fosche è stato disegnato dalla Banca d’Italia in una specifica indagine sull’economia del Lazio. Troppo rischioso fare investimenti in questo quadro economico, così chi ancora può contare su un guadagno a fine mese mette tutto in depositi bancari.

Crisi economica e una disoccupazione arrivata a colpire più del 12% della popolazione hanno innestato una spirale recessiva. Il primo risultato è un crollo dei consumi che si riflette in tutti i settori della Regione. Dalla seconda metà del 2011 l’attività economica del Lazio ha subito una brusca contrazione: “Secondo le stime regionali di Prometeia – si legge nel rapporto – il Pil del Lazio si è ridotto di oltre il 2% nel 2012, e la tendenza continua nel primo trimestre del 2013: si sono ridotti in misura rilevante la produzione, il fatturato e gli investimenti. Soltanto le esportazioni hanno continuato a fornire un impulso espansivo, favorite da una specializzazione regionale basata su settori a media e alta tecnologia. L’effetto di traino della domanda estera è però limitato ad alcune grandi imprese, settorialmente concentrate”.
A soffrire maggiormente della crisi i trasporti, il commercio di beni di consumo durevoli e i punti vendita di più piccole dimensioni. Un altro dei settori più colpiti è quello delle costruzioni, soprattutto nel comparto residenziale: “Nel 2012 sono fortemente diminuite le compravendite di abitazioni, mentre le quotazioni di mercato hanno segnato flessioni più contenute”.
Una scialuppa di salvataggio dal turismo. Crescono i numeri degli ospiti, in particolare di quelli stranieri, ma anche per loro vale la stessa regola: vacanze più brevi e spese ridotte al lumicino.
