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Le maestre dell’orrore tornano libere. Ad ottobre in aula per il processo

Aveva adottato una sorta di disciplina del terrore con l’assenso della direttrice della materna San Romano. I piccoli venivano percossi e costretti a pulire i propri bisogni con il viso. In attesa dell’inizio del dibattito processuale per le due protagoniste di quest’orrore sono finiti gli arresti domiciliari. Nel frattempo la maestra è andata in pensione, mentre la direttrice ha chiesto il trasferimento

L’accusa è di quelle più infamanti. Parole ingiuriose contro bimbi di tre, quattro anni, poi minacce, percosse e  le costrizioni, come quella di asciugare la pipì in terra stando seduti in ginocchio e con l’incubo di doverlo fare con il viso. Le protagoniste di quella vicenda sono tornate in libertà in attesa che inizi il processo il prossimo ottobre.

materna san romano 01

Il tribunale del Riesame ha accolto infatti la richiesta degli avvocati di F. M. e Maria Rosaria C. l’insegnante e la direttrice della scuola materna San Romano, coinvolte nell’inchiesta su presunti maltrattamenti ai danni dei piccoli alunni dell’istituto. Il processo comincerà il 29 ottobre prossimo. Le due donne erano finite agli arresti domiciliari il 15 maggio scorso. La maestra, che nel frattempo è andata in pensione, è accusata dei maltrattamenti, mentre per la direttrice, che ha chiesto il trasferimento ad un altro istituto scolastico, deve rispondere di aver coperto la prima.
L’indagine era nata dall’esterno dell’istituto. Gli agenti di polizia avevano infatti raccolto alcune confidenze di persone che gravitano intorno alla scuola che raccontavano di come una delle maestre avesse adottato un sistema educativo basato sul terrore pur di mantenere quella che nella sua mente veniva chiamata “disciplina”. In realtà si trattava di maltrattamenti e vessazioni sistematiche.