Sarà anche forte ma è condivisibile la presa di posizione del Presidente della Regione Campania che sostiene che, per quello che sono diventate, sarebbe meglio chiudere le Regioni. Ma la colpa è del sistema delle Regioni perché dopo l’entrata in vigore del Titolo V della Costituzione sono diventate dei piccoli Stati con tutte le competenze in materia di governo del territorio. Invece che avere come mission principale quella di legiferare e di programmazione hanno sempre più iniziato a gestire funzioni e servizi che, dopo l’approvazione dei rispettivi Statuti, andavano decentrate al sistema delle autonomie locali o ai privati, in omaggio al principio di sussidiarietà
Non solo, ma invece di bloccare con forza la proposta del Governo di abrogare le Province l’hanno di fatto sostenuta pensando di dividersene le spoglie, non capendo che la cancellazione dell’ente di ara vasta danneggerà ancora di più le Regioni, che si prenderanno la gestione di altre funzioni e servizi pubblici tanto da snaturare definitivamente il loro ruolo.
Con la cancellazione delle Province le Regioni diventeranno dei grandi comuni, ed avremo così una involuzione centralista mentre ancora si parla a sproposito di federalismo e sussidiarietà. Mi auguro che le Regioni abbiano un sussulto di orgoglio mettendosi di traverso alla proposta del Governo di chiudere le Province e decidano finalmente di decentrare tutte le funzioni amministrative e la gestione dei servizi pubblici al sistema delle autonomie locali e alla libera iniziativa privata diventando così l’ente di legislazione e di programmazione che prescrive la Carta Costituzionale.
di Donato Robilotta
Presidente del Consiglio delle autonomie locali
