Novità in vista per la Lega. I numeri elettorali, da troppo tempo sotto le due cifre, e l’addio di Vannacci, che ha costruito un partito che ne è il principale competitor, hanno spinto Matteo Salvini ad aprire le porte del partito a Luca Zaia: pronto un posto da vicesegretario.
Salvini ridisegna gli equilibri a caccia di voti
In via Bellerio c’è preoccupazione. Occorre invertire la rotta e i numeri prima delle elezioni politiche del 2027, che potrebbero aprire uno scenario inedito quanto mortificante: da braccio destro del governo Meloni, la Lega rischia di ritrovarsi stampella della coalizione di centrodestra dietro Forza Italia e Futuro Nazionale. L’idea di dover scendere a compromessi o accordi con il transfugo Vannacci, da incudine e non da martello, non entusiasma (eufemismo) Matteo Salvini e la sua dirigenza. Meglio ridisegnare, dunque, e sin da subito, i confini. In primis per tamponare l’emorragia di consensi ed evitare che le sirene vannacciane attraggano nuovi leghisti. E poi per restituire e restituirsi credibilità e forza all’interno del partito in vista delle sfide che lo attendono.
Luca Zaia, l’idea per rilanciare la sfida
Congressi anticipati o scissioni non sono considerate soluzioni praticabili in seno al Carroccio. Anzi, si preferisce raddoppiare piuttosto che lasciarsi trasportare dagli eventi. Ed ecco che prende corpo l’idea di Luca Zaia. Salvini ha intenzione di aprire la stanza del potere di via Bellario all’ex governatore del Veneto, considerato il predestinato alla successione. Salvini però non abdica ma offre la poltrona di vice segretario o un ruolo di potere, in modo da ottenere un doppio risultato: rilanciare la linea sovranista e nordista del partito, nonché attingere all’ampio bacino di voti delle regioni del Nord est, da sempre giardino di casa del Carroccio. Nel frattempo Zaia ha già dettato termini e condizioni: un partito federalista, sul modello tedesco.
Il progetto della Lega: un 2027 da protagonista
Salvini è consapevole della visione di Zaia ed è disposto ad accettarla. E, insieme all’alleanza che restituirebbe alla Lega le radici autonome e federaliste, ha in agenda una serie di incontri con ministri, governatori e amministratori locali. L’obiettivo è tornare a recitare da protagonista e non da comparsa. Nonostante le ultime defezioni, il fenomeno Vannacci, la crescita di Futuro Nazionale e le difficoltà di Matteo Salvini nel tenere uniti i pezzi del puzzle, in via Bellerio non si è perso l’ottimismo. L’idea è puntare al 15% e magari di raggiungerlo. Progetto ambizioso, ma che la Lega, con l’apporto di Zaia e di una nuova classe dirigente ben radicata sul territorio, non considera irraggiungibile.

