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Lei va a protestare per un pacco perso. Spedizioniere la violenta in negozio

Non appena la donna è entrata all’interno dell’agenzia l’uomo ha immediatamente chiuso a chiave la porta, abbassando la saracinesca. Il trentenne cinese è stato arrestato dopo mesi di indagini

Si era recata presso una agenzia di spedizioni internazionali nei pressi di Piazza Vittorio Emanuele per alcune informazioni relative ad alcuni pacchi da lei commissionati e non ancora giunti a destinazione. Il cinese, gestore dell’esercizio commerciale, con uno stratagemma ha invitato la giovane connazionale a recarsi in agenzia durante l’ora di pranzo, al fine di poter restare da solo con lei. L’uomo ha così pianificato l’incontro, facendo trovare il negozio senza alcun cliente.

Non appena la donna è entrata all’interno dell’agenzia l’uomo ha immediatamente chiuso a chiave la porta, abbassando la saracinesca. La donna, seppur assalita dal panico, ha cercato di far finta di niente, chiedendo immediate spiegazioni per l’insolita repentina chiusura. Il gestore dell’attività commerciale, in risposta, la immobilizzava, buttandola a terra. Nonostante le ripetute richieste della stessa di fermarsi, l’uomo non desisteva e, minacciandola di farle del male, la costringeva a subire un rapporto sessuale.
Al temine, la donna riusciva a lasciare l’agenzia, ingannando l’uomo con la promessa di tornare da lui e dicendogli che, se non l’avesse liberata, presto, tutti i suoi amici l’avrebbero cercata.

L’autore della violenza, identificato per C.S., nato in Cina il 23.03.1983, resosi conto che la donna non sarebbe mai più tornata e che, probabilmente, aveva già denunciato il fatto, ha chiuso l’esercizio commerciale e si è reso irreperibile. Le informazioni assunte dalla Squadra Mobile nella zona di Piazza Vittorio Emanuele hanno confermato l’improvvisa chiusura del locale, corroborando l’ipotesi investigativa.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, hanno permesso di rintracciare l’indagato presso l’abitazione di un familiare lo scorso 26 luglio.
La condotta posta in essere dall’uomo ha evidenziato la precisa pianificazione del progetto criminale, con il quale è stata, prima, convinta l’ignara vittima a recarsi presso l’agenzia, adducendo una scusa e facendo trovare il locale privo di clienti; poi, il reo si è premunito di guanti in gomma, per evitare di lasciare tracce e per impedire alla vittima di lasciare segni evidenti sulle sue mani, qualora la stessa avesse reagito in maniera violenta, con graffi o morsi.