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Liste d’attesa sanitarie, solitamente una nota dolente: il Lazio accelera. Nove prestazioni su dieci arrivano nei tempi

Il monitoraggio Agenas sul primo semestre 2026 colloca il Lazio tra le Regioni più efficienti nella gestione delle liste d’attesa. Nei tempi il 91,6% delle prime visite e l’89,7% degli esami diagnostici, dati superiori alle medie nazionali. Rocca rivendica il risultato, pur riconoscendo che i ritardi non sono ancora stati eliminati.

Liste d’attesa sanitarie, solitamente una nota dolente: il Lazio accelera. Nove prestazioni su dieci arrivano nei tempi

Il primo monitoraggio Agenas sul semestre 2026 promuove la sanità regionale: rispettate le scadenze per il 91,6% delle visite specialistiche e l’89,7% degli esami diagnostici. Rocca rivendica il cambio di passo, ma la battaglia contro i ritardi non è ancora conclusa. La sanità del Lazio prova a lasciarsi alle spalle l’immagine delle prenotazioni impossibili e degli appuntamenti fissati a distanza siderale. A certificarlo non è una dichiarazione politica, ma il primo Bollettino nazionale dell’Agenas dedicato alle liste d’attesa, che confronta i dati dei primi sei mesi del 2026 con quelli dello stesso periodo del 2025.

Il risultato colloca la Regione nelle posizioni più alte della graduatoria italiana: il 91,6% delle prime visite specialistiche è stato garantito entro i termini previsti, contro una media nazionale del 78,5%. Per gli accertamenti diagnostici la quota raggiunge l’89,7%, mentre il dato italiano si ferma all’84,6%.

Il Lazio corre più veloce della media italiana

Numeri che segnano un netto miglioramento nella capacità di organizzare le agende e indirizzare i pazienti verso le strutture disponibili. Sul risultato avrebbero inciso l’integrazione dei sistemi di prenotazione, il controllo più puntuale delle prestazioni fuori soglia e l’estensione delle attività anche nei fine settimana.

Il presidente Francesco Rocca parla di una svolta costruita negli ambulatori e negli ospedali, grazie al lavoro quotidiano di medici, infermieri, tecnici e personale amministrativo. Ogni visita effettuata nei tempi, sottolinea il governatore, rappresenta una risposta concreta a una persona che si trova in una condizione di fragilità.

Più prestazioni, ma i ritardi non spariscono

Il miglioramento riguarda l’intero Servizio sanitario nazionale. Le prenotazioni complessive sono passate da 13,3 a 14,9 milioni e oltre 1,6 milioni di prestazioni in più sono state eseguite rispettando le scadenze. Sono cresciute soprattutto le risposte alle richieste urgenti e brevi, mentre oncologia, dermatologia e colonscopie mostrano progressi significativi.

La fotografia, però, conserva una zona d’ombra. In Italia milioni di visite ed esami continuano a superare i tempi indicati nelle ricette. Anche per il Lazio, dunque, la promozione non equivale alla fine dell’emergenza: dietro ogni percentuale positiva resta il cittadino che ancora non trova posto o viene costretto a rivolgersi al privato.

Rocca invita perciò a non considerare concluso il lavoro. Il cambio di passo appare evidente, ma la vera sfida sarà trasformare un semestre favorevole in un sistema stabile, nel quale la tempestività delle cure non sia una buona notizia statistica, bensì la normalità.