«Correte, c’è una donna che scappa in mezzo alla strada, sporca di sangue!». È la drammatica segnalazione arrivata al 112 poco prima delle dieci di domenica mattina. I passanti chiedono aiuto per una 48enne russa, ferita gravemente alle mani, alle braccia e alla spalla sinistra. La donna, in lacrime e sotto shock, viene soccorsa da un’amica e coinquilina, anche lei dell’Est Europa, mentre gli operatori dell’Ares 118 la trasportano in codice rosso al Policlinico Gemelli. Nel frattempo, il loro coinquilino, un romano di 53 anni, si barrica nel bagno dell’appartamento di via Francesco Sivori. È lui l’aggressore: ha colpito la donna con due coltelli, presi da un cassetto, durante una lite sull’uso della cucina.
Una lite degenerata in tentato omicidio
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la discussione sarebbe stata l’ultima di una lunga serie di tensioni tra coinquilini. Dopo aver lavato le lame e riposto i coltelli, l’uomo ha tentato di suicidarsi bevendo candeggina. Quando i militari hanno sfondato la porta, lo hanno trovato cosciente e collaborativo. Durante il tragitto verso la caserma, però, ha accusato un malore ed è stato portato d’urgenza al Policlinico Umberto I, dove è ora ricoverato in terapia intensiva sotto piantonamento. La sostanza ingerita non sembra aver provocato danni irreversibili, ma resta sotto osservazione.
Le indagini e la fuga disperata
I carabinieri del Nucleo Radiomobile sono intervenuti con diverse pattuglie. Nell’appartamento, dove i tre convivevano da mesi dividendo l’affitto, sono state trovate tracce di sangue fino all’androne del palazzo. In ospedale, alla donna sono state riscontrate ferite da difesa sugli arti superiori, segno della lotta per salvarsi dai fendenti. Almeno quattro colpi l’hanno raggiunta, ma è riuscita a parare gli altri e a fuggire grazie all’aiuto della coinquilina. Indagini carabinieri Tentato_omicidio_Roma
Il tentato suicidio e gli interrogatori
Quando i militari hanno sfondato la porta del bagno, l’uomo sembrava in buone condizioni e ha collaborato con gli investigatori. Non ha mai confessato di aver bevuto la candeggina, ma poco dopo ha manifestato i sintomi dell’intossicazione. Ora gli inquirenti stanno interrogando le due donne e i vicini di casa per capire se ci fossero precedenti minacce o episodi di violenza. Non si esclude che la lite sia stata l’epilogo di contrasti legati alla convivenza e alla divisione degli spazi domestici.


