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Lo stragismo delle liste e Luigi Marra è l’inventore

Luigi Marra comunica coram populo che non si apparenterà. Con nessuno. Saranno gli altri due candidati al Campidoglio a dover sposare le sue proposte elettorali. Soprattutto la sua battaglia contro i titani bancari. Il ragionamento non fa una piega. Il risultato che ha ottenuto spicca come un gigantesco scarabeo sopra un pavimento di marmo bianco tirato a lucido. A prescindere dall’esito finale del voto che sortirà dal ballottaggio, il risultato dell’1,18% (cioè 14.307 voti e più esattamente primo dopo i quattro candidati principali) raggiunto da Alfonso Luigi Marra, politico, scrittore e già parlamentare europeo -come recita la sua scheda sull’enciclopedia on line wikipedia- è giornalisticamente sardanapalesco. Rimarrà scolpito negli annali della storia della Capitale. Facile dire che sia stato favorito dalla manciata liste “civetta” che ha presentato riconducibili al suo nome: Lista dei grilli parlanti – No euro, Forza Roma, No alla chiusura degli ospedali,
Lista Civica – Animalisti ambientalisti, Lista Civica – Pensioni e dignità, Dimezziamo lo stipendio ai politici, Lista Civica – Viva l’Italia, Lista Civica – Fronte Giustizialista, Lista Civica – Lega italica.

L’avvocato Marra è celebre allle cronache per la sua battaglia contro il signoraggio bancario, e ultimamente per la frequentazione di una nota show girl caduta in un evidente stato di confusione esistenziale. E’ impossibile valutare se sia riuscito nella battaglia di trascinare al voto i temerari oppositori della tirannia bancaria, oppure i fruitori degli spot televisivi dove reclamizzava il suo ultimo romanzo.
In ordine sparso ha reclutato per questo scopo: Emanuela Arcuri, Sara Tommasi e la giudiziariamente celebre “Ruby Rubacuori”. Chi ha la memoria lunga lo ricorda anni fa sulla passerella del Maurizio Costanzo Show, e successivamente impegnato nell’auto promozione dei suoi libri “cotti e magnati”, come si dice a Roma: scritti, e pubblicizzati da se stesso in quantità industriali, tanto da far vibrare la cattiva coscienza dell’establishment editoriale: nonostante la pubblicità a tamburo battente, e le entrate a gamba tesa a sue spese sugli inserti culturali di alcuni quotidiani a tiratura nazionale, i romanzi di Marra, “l’avvocato furioso”, non comparvero mai in nessuna classifica.

Un critico televisivo definì i suoi spot televisivi “un piccolo diamante di coatteria, così brutto da sfiorare il sublime (…) un esempio involontario di kitsch, e di trash, un brutto non intenzionale ma che poggia sul candore con cui è stato messo in opera l’artificio”. I titoli dei volumi sono infatti spigolosi e difficili da rammentare. Chissà quanti elettori si saranno girati nel proprio letto nottetempo, meditando sullo “strategismo sentimentale”, titolo di uno dei volumi dell’Avvocato. Oppure quanti tifosi della Lazio si saranno poi pentiti per aver concesso la preferenza a quello che ha tutta l’aria di essere un tifoso dell’A. S. Roma visto che sostiene una lista con tanto di nome.

A questo punto, noi poveri cittadini ed elettori inermi, possiamo solamente attendere la catastrofe finale: il pieno di voti di una lista dedicata al non-voto. Contraddizione assoluta nei termini, violazione delle leggi della fisica della preferenza. L’ecpirosi prima della palingenesi.A quel punto, potremo esultare parafrasando Marra: viva lo stragismo elettorale.

Patrizio J Macci