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L’Osservatorio Diritti dei Padri Separati chiede una riforma dei servizi sociali

L’Osservatorio richiama l’attenzione sulle criticità legate alla carenza di personale, alla disomogeneità delle procedure sul territorio e all’utilizzo di servizi esternalizzati, proponendo standard nazionali più rigorosi e maggiori garanzie per i minori e le famiglie.

L’Osservatorio Diritti dei Padri Separati chiede una riforma dei servizi sociali

Si attesta al 22,6% su scala nazionale la soglia della popolazione a rischio di povertà ed esclusione sociale, e quando si tratta del futuro delle classi più vulnerabili, non dovrebbe essere considerata un’opzione l’eccellenza nei servizi sociali, bensì un dovere dello Stato e delle istituzioni chiamate, inoltre, a garantire la tutela dei diritti di ogni cittadino.

L’Osservatorio Diritti dei Padri Separati chiede una riforma dei servizi sociali

Numerosi casi, negli ultimi anni, hanno acceso i riflettori sul funzionamento del diritto minorile. A Roma e nel Lazio numerose vicende legate ad allontanamenti familiari, affidamenti ai servizi sociali e gestione delle separazioni altamente conflittuali hanno suscitato diversi interrogativi sulla trasparenza delle procedure, sulla qualità delle valutazioni e sull’uniformità degli interventi. A livello nazionale, il caso Bibbiano ha ulteriormente infuocato l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema. Al di là delle singole vicende giudiziarie, che seguono il loro autonomo percorso nelle sedi competenti, questi episodi hanno evidenziato l’esigenza di un approfondimento sul funzionamento dell’intero sistema. Ed è qui che entra in gioco l’Osservatorio Diritti dei Padri Separati, presieduto dal Dr Filippo Marra, che ritiene, soprattutto a causa della mala gestione, sia arrivato il momento di avviare una profonda riforma dei servizi sociali, principalmente nei casi che riguardano la tutela dei minori e le separazioni familiari ad alta conflittualità.

Il superiore interesse del bambino e il rispetto del principio di bigenitorialità

L’Osservatorio svolge un ruolo importante legato al monitoraggio, tutela e proposta nel delicato ambito dell’affidamento dei minori, con l’obiettivo primario di garantire il superiore interesse del bambino e il rispetto del principio di bigenitorialità. Attraverso l’analisi di casi concreti, raccoglie e documenta situazioni di criticità, violazioni e anomalie riscontrate nei procedimenti giudiziari e amministrativi, portandole all’interesse delle istituzioni competenti affinché possano intervenire in modo consapevole, responsabile e concreto.

«L’obiettivo dell’Osservatorio non è alimentare contrapposizioni tra padri e madri, ma contribuire alla costruzione di un sistema più equo, trasparente ed efficiente, capace di garantire ai minori il diritto fondamentale alla presenza di entrambi i genitori quando ciò sia compatibile con il loro benessere», afferma il Dr Marra.

Secondo l’Osservatorio, i servizi sociali rappresentano una risorsa fondamentale per la protezione dei bambini, degli anziani e delle persone più fragili. Tuttavia, chi opera in questo settore si trova spesso a lavorare in condizioni difficili, caratterizzate da carenza di personale, carichi di lavoro elevati e risorse insufficienti. Una situazione che rischia di compromettere la qualità degli interventi e delle valutazioni chiamate a incidere profondamente sulla vita delle famiglie.

Cause di separazione complesse e altre criticità

Nelle cause di separazione particolarmente complesse, infatti, le relazioni predisposte dai servizi sociali possono influenzare in modo significativo le decisioni dei giudici in materia di affidamento dei figli e regolamentazione dei rapporti tra minori e genitori. Per questo motivo, l’Osservatorio ritiene indispensabile garantire che tali valutazioni siano svolte da professionisti altamente qualificati, adeguatamente formati e sottoposti a criteri di responsabilità e trasparenza. Un’altra criticità riguarda il frequente ricorso alle cooperative esterne per la gestione di servizi delicati come gli incontri protetti, l’educativa domiciliare e l’osservazione delle dinamiche familiari. Pur riconoscendo il valore di molte realtà che operano con serietà e competenza, l’Osservatorio sottolinea la necessità di controlli più rigorosi, procedure uniformi e standard professionali elevati su tutto il territorio nazionale.

L’impegno dell’Osservatorio non si limita all’analisi delle problematiche esistenti. L’associazione offre consulenza legale gratuita su tutto il territorio nazionale a padri e famiglie che ne fanno richiesta, fornendo orientamento, supporto e strumenti di tutela per affrontare situazioni spesso complesse e dolorose. Particolare attenzione viene dedicata infatti ai casi di genitorialità mista, nei quali uno dei genitori è italiano e l’altro straniero. In queste situazioni non sono rari i casi di trasferimento illecito del minore all’estero, fenomeno che rende estremamente difficile il rientro del bambino in Italia e che spesso si scontra con lungaggini burocratiche, conflitti tra ordinamenti giuridici e insufficiente applicazione degli strumenti normativi internazionali esistenti.

I sistemi di vigilanza indipendenti sono tra le principali proposte avanzate dall’Osservatorio dei diritti dei padri separati

Tra le svariate proposte sviluppate dall’Osservatorio vi sono la formazione specialistica continua e obbligatoria per gli operatori; i criteri nazionali uniformi per la gestione degli incontri protetti e delle osservazioni familiari; maggiore trasparenza nelle relazioni destinate all’autorità giudiziaria; i controlli periodici sulle strutture e sulle cooperative convenzionate; il potenziamento degli organici dei servizi sociali; i sistemi di vigilanza indipendenti; la valorizzazione delle competenze multidisciplinari e della supervisione professionale; la piena tracciabilità delle procedure e degli interventi effettuati; il rafforzamento delle garanzie processuali per le famiglie e per i minori coinvolti.

La tutela dei minori non può essere terreno di scontro ideologico

L’obiettivo, precisa l’Osservatorio, non è mettere in discussione il lavoro degli operatori sociali, che quotidianamente svolgono un compito difficile e spesso poco riconosciuto, ma rafforzare un sistema che svolge una funzione essenziale per la società. Investire in professionalità, trasparenza e responsabilità significa tutelare meglio i minori, sostenere le famiglie e accrescere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. La tutela dei minori non può essere terreno di scontro ideologico, ma deve rappresentare un obiettivo comune fondato sulla competenza, sulla responsabilità e sul rispetto della legge.

«Quando lo Stato affida ai propri servizi il compito di incidere sulla vita di bambini e famiglie, non può accontentarsi della sufficienza. Servono competenza, responsabilità, controlli e trasparenza. Solo così sarà possibile restituire piena fiducia ai cittadini e garantire una tutela effettiva dei minori», conclude il Dr Filippo Marra, Presidente dell’Osservatorio Diritti dei Padri Separati.