La I sezione del Tribunale civile di Roma ha condannato la Regione Lazio per comportamento antisindacale per non aver convocato al tavolo di concertazione per la stesura definitiva dell’accordo sul precariato, la Federazione Italiana Autonoma Lavoratori Sanità.
Nel verbale in questione veniva annunciata l’adozione, in ambito sanitario, di una serie di misure finalizzate al graduale superamento del precariato, tra cui la proroga o il rinnovo di contratti di lavoro a tempo determinato o di contratti di collaborazione e l’introduzione di vincoli finalizzati ad evitare l’uso improprio dei rapporti di lavoro flessibile e le parti concordavano la definizione di standard ‘quanti-qualitativi’ del personale di ruolo l’istituzione di un tavolo congiunto di verifica della situazione del personale.
“Avremmo dovuto partecipare – dicono dalla segreteria provinciale di Fials – e sottoscrivere il Verbale di accordo per il superamento del precariato in Sanità, un documento che è stato firmato da altre organizzazioni il 5 dicembre 2013, ma così non è stato – precisa la sigla sindacale – la nostra esclusione da una successiva fase di trattative finalizzate alla modifica di una bozza di accordo raggiunto, anche, con la suddetta Organizzazione non può che considerarsi ingiustificatamente discriminatoria nei confronti della Fials, ricorrente, e potenzialmente lesivo della sua capacità di negoziazione e della sua credibilità nei confronti degli iscritti – concludono – Il Tribunale, alla quale ci siamo rivolti per la grave lesione subita, ha ritenuto che la condotta della Regione Lazio debba ritenersi antisindacale in quanto oggettivamente adottata in violazione degli obblighi di correttezza e buona fede che, ai sensi dell’art. 1337 codice civile, vincolano qualsiasi trattativa contrattuale ivi compresa quella adottata in sede sindacale.
