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“Macchè razzisti, i romani sono stanchi”. Alfano spegne l’incendio di Tor Sapienza

Le violenze contro il centro per i rifugiati finiscono in Parlamento. Il ministro dell’Interno ha assicurato come i responsabili degli scontri non sono appartenenti alle frange estremiste. E la prefettura schiera più Carabinieri nelle periferie

 “I cittadini di Roma non sono razzisti ma sono stanchi, molto stanchi”. Così il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, rispondendo in Aula alla Camera, al question time sui fatti di Tor Sapienza. “Al momento – ha continuato Alfano – non sono emersi elementi di riscontro circa la presenza all’interno delle frange più violente di soggetti appartenenti ai movimenti dell’estrema destra romana ne tantomeno di aderenti alle forze ultras della tifoseria capitolina. Sono in corso indagini che sono finalizzate all’identificazione dei responsabili degli scontri”.
Al centro dell’interrogazione parlamentare le ventiquattro ore di tensione e le successive proteste esplose contro il centro rifugiati in via Giorgio Morandi a Tor Sapienza. La notte dell’11 novembre scorso circa cinquanta persone avevano fatto incursione lanciando sassi e bombe carta contro la struttura e dando alle fiamme auto e cassonetti.
“Il prefetto di Roma ha tentato in tutti i modi di spiegare di tenere conto delle specificità dei territori, evitando contesti caratterizzati da situazioni ambientali particolarmente ostili. Ha agito tentando in ogni modo di prevenire, nei limiti delle competenze tra prefetto e sindaco, il tema delle eccessive concentrazioni in singoli quartieri e comuni”. Secondo Alfano, il mercato immobiliare “induce ad affitti più favorevoli che inevitabilmente coincidono con contesti più degradati e meno serviti. Una intelligente strategia di distribuzione degli stranieri – ha aggiunto – deve certamente farsi carico della sostenibilità delle scelte e del loro impatto territoriale, se non si vuole trasformare la questione immigratoria in un fattore di instabilità”.

“Si sta cercando di portare più carabinieri nelle zone periferiche e mantenere una presenza forte della polizia nel centro città”. Così Ferdinando Santoriello, vice prefetto di Roma, nel suo intervento nel corso della conferenza “L’impatto della criminalità sulle imprese del commercio e del turismo di Roma e Provincia”, organizzato dalla Confcommercio Roma Capitale. “Non si può nascondere che a Roma c’è un problema di presidio nelle zone periferiche – ha spiegato Santoriello – Il rapporto tra carabinieri e popolazione è di 1 militare ogni 2500 cittadini in periferia, mentre è di 1 su 250 in centro. È una sperequazione che l’amministrazione sta cercando di risolvere e da tempo si sta pensando a una nuova pianificazione. Per realizzarla servono fondi che abbiamo già chiesto al ministero dell’Economia”.