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“Mai affari con Buzzi”. Marino si difende. Alfano: “Non coinvolto, non punire città”

Si allontana l’ipotesi di commissariamento del comune. Ad annunciarlo lo stesso Ministro dell’Interno Angelino Alfano che ha sottolineato come la figura dell’attuale primo cittadino non sia invischiata nelle indagini. “Roma non è una città marcia”

Le foto che ritraggono il sindaco di Roma, Ignazio Marino, a colloquio con Salvatore Buzzi, “sono state scattate durante la campagna elettorale” mentre “con lui non ho avuto conversazioni di lavoro ne’ quel giorno ne’ mai”. Lo scrive sul suo profilo Facebook lo stesso primo cittadino della capitale.
“Come ho gia’ spiegato in altre occasioni, e ripetuto ieri durante la trasmissione Otto e mezzo, ho visitato la cooperativa ’29 giugno’ per il reinserimento sociale durante la campagna elettorale”, scrive Marino, precisando che “le foto che girano anche con Buzzi sono state scattate in quell’occasione”. Ma “in quella visita ho incontrato anche tante donne e uomini che lavorano per quella coop e che oggi scoprono la verita’, come tutti noi, sul loro responsabile”, continua il sindaco. E ribadisce: “Con lui non ho avuto conversazioni di lavoro ne’ quel giorno ne’ mai”.
Sul sito della ‘cooperativa 29 giugno’ spicca in photogallery, oltre a diverse foto di Buzzi con Marino in visita, anche con l’eurodeputata Simona Bonafè, una delle fedelissime del premier, in jeans e maglietta bianca mentre confabula con Buzzi all’inaugurazione di un cantiere. Lo stesso sindaco di Roma, Ignazio Marino alla fine della campagna elettorale contro Gianni Alemanno aveva annunciato che il suo primo stipendio da sindaco sarebbe andato in beneficenza e scelse proprio quella “cooperativa 29 giugno” di cui Buzzi è fondatore e presidente.

Il commissariamento di un comune “e’ un procedimento molto complesso e bisogna andarci con i piedi di piombo”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano. “Non si annuncia un commissariamento – ha proseguito -, il sindaco Marino non e’ coinvolto da queste vicende e aggiungo anche che la capitale d’Italia e’ una citta’ sana, non e’ una citta’ marcia”. Ecco perche’, ha aggiunto, “l’attitudine del governo non e’ quella di punire la citta’ ma di aiutare le forze dell’ordine e la magistratura a fare si’ che vengano puniti i colpevoli”.
I politici che rubano “creano un disonore e un disdoro nei confronti della politica”: per questo, ha detto a Bruxelles il ministo degli Interni Angelino Alfano, “noi persone oneste nelle istituzioni ce l’abbiamo contro i politici che rubano piu’ di quanto ce l’abbiano i cittadini che non fanno politica”. “Ancora c’e’ chi ruba – ha commentato Alfano riferendosi all’inchiesta sulla corruzione a Roma – e non si rassegna al fatto che rubare ti porta in galera. Vanno riducendosi sempre di piu’ gli spazi di impunita’ per i politici”. Ecco perche’ “noi invitiamo la magistratura a ripulire dal marcio ovunque si trovi senza guardare in faccia nessuno”, perche’ “tanti ambiti ruberie stanno venendo fuori”.