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Manca il numero civico. S. Eugenio: chiuso reparto

La denuncia è del consigliere Riccardo Agostini: “L’unità di emodinamica è chiusa da 3 settimana per problemi di burocrazia”. Era stata inaugurata da Renata Polverini ma l’assenza delle autorizzazione ha costretto la Regione al congelamento dell’accreditamento per le norme previste dal decreto 90. Trasferiti 100 pazienti

“L’unica emodinamica del S. Eugenio, l’unico ospedale pubblico della terza ASL d’Italia, la Roma C, è chiusa da tre settimane per mancanza del numero civico. Questo ha comportato un trasferimento di circa 100 pazienti affetti da malattie cardiovascolari gravi (infarto acuto) presso altre strutture con aumento del rischio clinico. L’emodinamica del S. Eugenio è chiusa per burocrazia. E’ costata milioni di euro, ed è stata inaugurata in pompa magna dalla Presidente Polverini, la scorsa estate”.
La denuncia è di Riccardo Agostini, consigliere regionale del Pd. Che spiega: “Solo tre settimane fa però gli uffici regionali hanno scoperto che il reparto non era perfettamente in regola e che mancavano alcune autorizzazioni previste dal Decreto 90 sull’accreditamento. Mancavano i bagni per i portatori di handicap, mancava la bolla comunale che certifica l’allaccio in fogna mancava il numero civico che il Comune tarda ad assegnare. Mancavano però anche il giorno dell’inaugurazione. Inezie burocratiche, comuni alla generalità degli ospedali romani, che hanno però indotto gli uffici regionali ad ordinare la chiusura di una delle emodinamiche più moderne del sistema sanitario regionale”.
E conclude: “Questa storia di ordinaria follia burocratica va avanti ormai da troppo tempo. Dovrebbero risolverla gli uffici ed i dirigenti che hanno creato il problema ma inizio a credere che debba intervenire direttamente il Presidente Zingaretti perché si sciolga questo groviglio di assurdità che crea disagi e mette a rischio decine di pazienti”.