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Manetta ai polsi di Genny ‘a carogna. Calcio violento: La Procura non fa sconti

Manetta ai polsi di Genny ‘a carogna. Calcio violento: La Procura non fa sconti
o GENNY A CAROGNA
Cinque provvedimenti di custodia cautelare disposti dai piemme romani Albamonte e Di Maio per i disordini della finale di Coppa Italia Napoli-Fiorentina. Contestati i reati di “concorso e resistenza e lancio di materiale pericoloso e divieto di cartelli incitanti alla violenza”
Manetta ai polsi di Genny ‘a carogna. Calcio violento: La Procura non fa sconti
Manetta ai polsi di Genny ‘a carogna. Calcio violento: La Procura non fa sconti

“Gennaro De Tommaso e’ stato il leader e l’istigatore degli atti di violenza compiuti contro le forze dell’ordine da un gruppo di cento tifosi del Napoli prima della finale di Coppa Italia”. Cosi il dirigente della Digos capitolina Diego Parente ha commentato l’arresto dell’ultras celeste “Genny a’ carogna”. Per lui il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari, mentre per altri quattro tifosi campani, Massimiliano Mantice, Mauro Alfieri, Genny Filacchione, Salvatore Lo Presti è previsto l’obbligo di firma.

In particolare, a tutti tranne che a Mantice e’ contestato il concorso in resistenza a pubblico ufficiale, nonche’ il possesso e il lancio di artifizi pirotecnici e altri oggetti atti ad offendere. A De Tommaso e Mantice lo scavalcamento della recinzione che delimita le tribune dello stadio dal campo da gioco. Al solo De Tommaso, infine, l’incitazione alla violenza in relazione alla maglietta indossata dal tifoso recante la scritta “Speziale libero”. Per quanto riguarda una presunta trattativa tra l’ultras e le forze dell’ordine per bloccare la partita dopo la notizia del ferimento di Ciro Esposito, Parente ha ribadito: “Non ci fu nessuna trattativa, De Tommaso come scrive il gip ha avuto un comportamento di negazione dell’autorita’ tanto che chiese di parlare direttamente con Marek Hamisk”.
La resistenza alle forze dell’ordine avvenne intorno alle 17: circa cento tifosi partenopei si riuniorono a pizza Mazzini, zona non prevista per il passaggio degli ultras. Le forze dell’ordine avevano infatti individuato zone di passaggio per evitare contatti tra le tifoserie avverse. Quindi i cento furoni direzionati verso Ponte Milvio dove sono avvenuti gli episodi ritenuti più gravi di lancio di oggetti. I tifosi erano dotati di vessilli, travisati con felpe e scaldacollo nonostante il caldo, armati di aste. La loro provenienza fu accertata sulla base dell’accento campano. Lungo il percorso il gruppo tento’ anche di scagliarsdi contro un pullman di tifosi della Fiorentina. I tre per i quali e’ stato disposto l’obbligo di firma sono stati immortalati nei pressi ponte Milvio durante il lancio oggetti pirotecnici: nei filmati si vede anche De Tommaso guidare ed incitare il gruppo.