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Marino: 12 punti sopra Alemanno. Voto parte seconda: la seduzione

Nella notte tra lunedì e martedì completato lo spoglio dei voti dei candidati a sindaco. Centrodestra e centrosinistra strizzano l’occhio al Movimento Cinque Stelle e a Alfio Marchini. Proprio l’ingegnere sarà l’ago della bilancia insieme a quel milione e 113 mila romani che non sono andati a votare. Ilona Staller “rimedia” 15 voti. La più votata nel Pd è Estella Marino, nel Pdl la vice Sveva Belviso che supera quota 4 mila

Quasi quota 13 punti. É la distanza ufficiale che separa Ignazio Marino e il centrosinistra da Gianni Alemanno e il centrodestra (42,61% contro 30,28). Ci sono 15 giorni di tempo per confermare il risultato del primo turno o per capovolgerlo. Ed è di nuovo campagna elettorale, anzi “campagna di seduzione”, perché da questa mattina partono ufficialmente i corteggiamenti. Sia Alemanno che Marino strizzano l’occhio ai grillini e a Alfio Marchini, gli unici in grado di ribaltare. Zero apparentamenti, hanno subito chiarito gli ex candidati: De Vito lascerà liberi i “suoi ragazzi”, mentre Marchini apre una riflessione ma senza chiedere nulla a nessuno. Vedrà, valuterà, studierà dai banchi del Consiglio Comunale in attesa delle nuove elezioni Europee. Insomma, ufficialmente l’ago della bilancia è lui, l’outsider spuntato il giorno di San Valentino, e col simbolo dell’amore ha conquistato quasi il 10 per cento di chi è andato a votare.

gianni alemanno


Giù nel fondo delle percentuali, appare Sandro Medici. Inutile dirlo: la sua è una vera mini leadership che riesce sempre a convincere. Lo ha fatto col 2,3 per cento, pari a quasi 27 mila romani che hanno messo la croce sul nome e sul simbolo.

I restanti 14 candidati dei 18 che si sono presentati, stanno “comodamente” con percentuali composte da zero virgola, fatta eccezione per Luigi Marra, l’avvocato crociato anti-banche che con più di 14 mila voti raggiunge l’1,19%.
In questo scenario, come dimenticare che 1 milione e 113 mila 468 “cives” hanno disertato le urne, pari al 47,8 per cento della popolazione. Di fatto la metà dei romani ha deciso di non andare. E sono loro l’obiettivo di Alemanno e Marino: portare la metà della città che ha disertato al voto tra quindici giorni. Tecnicamente ci sono margini per rivoluzionare il risultato del primo turno, o per far tornare il centrodestra romano all’opposizione.

alfio marchini

Qualche curiosità sulle preferenze, mentre lo spoglio alle ore 9 del giorno 28 non è ancora terminato. Ilona Staller chiude la sua avventura politica locale con 15 voti, mente nella Lega Italia il più votato è stato Daniele Dragone che probabilmente ha convinto i familiari diretti e nulla più. Nel Pd la più votata è stata Estella Marino, l’ingegnere ambientale crescita tra i massimalisti del Pd, mentre Rossana Praitano ha convinto solo 397 votanti nel suo bacino della comunità gay-lesbo.
Nel Pdl, dove la paura di una sconfitta al ballottaggio taglierebbe le carriere di decine di di consiglieri comunali, netta l’affermazione della vice Sveva Belviso: 4461 voti, una spanna sopra il secondo Giordano Tredicine. Gli oltre 15 mila voti di Samuele Piccolo alle precedenti elezioni, sembrano lontani anni luce.