Mentre la città si guarda impaurita dopo l’ennesima giornata di violenza in strada, nei palazzi della politica si guardano ai risultati del primo turno elettorale. Tra promossi e bocciati Pd e Pdl si preparano per la battaglia finale. Meno di due settimane per convincere gli indecisi, riportare alle urne quel milione di cittadini che ha deciso di disertare la prima tornata di consultazione e, soprattutto, conquistare i voti dei due Movimenti che sono rimasti fuori dalla competizione.

Marino riparte proprio dal tema sicurezza, parlando di un fallimento del sindaco uscente che invece in campagna elettorale aveva proclamato una città più sicura con una riduzione dei reati: “C’è un fallimento davvero drammatico, e lo dico con dolore perché amo questa città. Un delitto odioso come la violenza sessuale è aumentato del 20%, gli omicidi del 12%, la direzione distrettuale antimafia ha aumentato il lavoro del 40%. Insomma – ha dichiarato il candidato sindaco di centrosinistra – siamo una città che ha bisogno di sicurezza”.
Dall’altra parte dello schieramento è sempre sul tema sicurezza che partono le prime bordate. Il primo è colpo è di Luciano Ciocchetti, candidato vicesindaco di Gianni Alemanno, che su Twitter denuncia come con la sinistra non ci sarebbe un calo della violenza, ma anzi “Con Marino i nomadi che rubano e che borseggiano aumenterebbero e l’opera di risanamento terminerebbe”. Sempre sul social network “cinguetta” anche lo stesso Almenno che rivolge il proprio appello proprio a chi è rimasto a casa: “Il 9 e 10 giugno Roma scenda in campo e si riappropri del diritto di scegliere il proprio destino #vincechivota”.

Non solo sicurezza quindi, ma anche una vera e propria operazione seduzione verso gli indecisi: e Ignazio Marino parte dai giovani e dall’altra emergenza capitale, quella della casa: “Un bando per 10 mila giovani con un buono di 500 euro al mese al mese, a rotazione ogni anno, per fare formazione e tirocinio e un buono casa di 700 euro per gli sfrattati”. E sugli “ex” sfidanti, strizza l’occhio al Movimento 5 Stelle adottando anche gli slogan elettorali di De Vito.
Dal canto loro i pentastellati si tengono fuori dalla partita decisiva, lasciando libertà di coscienza ai proprio elettori:”A mio avviso Alemanno e Marino sono esattamente la stessa cosa: vediamo cosa dirà l’elettorato e anche la nostra base perché sono esponenti di due partiti che negli ultimi venti anni hanno ugualmente fallito governando Roma 10 anni a testa -ha dichiarato Marcello De Vito – Sicuramente i cinque anni di Alemanno sono stati tra i 5 anni peggiori che abbiamo vissuto a Roma ma anche il Pd ci lasciò nel 2008 con un debito di 12,3 miliardi per cui paghiamo 500 milioni di euro all’anno”. I 5 Stelle si preparano per entrare in Assemblea Capitolina e li, annunciano: “Vedremo i provvedimenti che saranno fatti e come verrà assicurata la copertura al bilancio – conclude De Vito – se saremo favorevoli quindi non negheremo appoggio sui singoli provvedimenti”.
