Luigi Calagna e Sofia Scalia, alias Luì e Sofì, hanno deciso che il matrimonio non poteva limitarsi alla vetusta liturgia di due persone che si sposano. Troppo semplice. Troppo analogico. Troppo poco monetizzabile. E così il 5 settembre all’Unipol Dome di Milano andrà in scena il “Wedding Show”: palco, orchestra, effetti speciali, migliaia di fan e soprattutto biglietti. Perché l’amore sarà pure eterno, ma il botteghino chiude la sera.

Dal bacio al business plan
I Me contro Te hanno trasformato in oro qualsiasi cosa abbiano toccato: video, film, libri, pupazzi, lenzuola, monopattini e qualunque oggetto abbastanza grande da ospitare la loro faccia.
Dunque perché risparmiare proprio il matrimonio?
La loro è una macchina commerciale perfetta, con milioni di follower e una società dal patrimonio milionario. Applausi all’impresa. Ma qui siamo alla fase successiva, dove anche l’intimità diventa prodotto. Un principio che ricorda da vicino la “scuola” di Fabrizio Corona: nella vita può succedere qualunque cosa, purché alla fine generi traffico, attenzione e possibilmente fatturato. Cambiano linguaggio, pubblico e confezione, ma il comandamento resta identico: non avrai emozione che non possa essere monetizzata.

250 euro e forse ti salutano pure
Le nozze civili saranno celebrate altrove. All’Unipol Dome arriverà invece la versione deluxe del sentimento: show, musica e pacchetti che partono da circa 48 euro e possono arrivare a 250 per l’esperienza più ravvicinata. Una volta gli invitati regalavano soldi agli sposi. Qui, sconcertante (de)evoluzione darwiniana del matrimonio influencer, pagano per poterli incontrare.
Il vero capolavoro è avere trasformato perfino l’affetto dei follower in fascia tariffaria: standard, premium, backstage. Altro che “nella buona e nella cattiva sorte”. Qui siamo al “nella buona, nella cattiva e nella tribuna numerata”.
Tutto legittimo, sia chiaro. Loro vendono e il pubblico compra. Ma almeno una cosa potrebbero lasciarla fuori dal merchandising. I confetti. Sempre che non arrivi prima il pacchetto “Confetto Experience”.


