Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Menomale che Alfio c’è

Menomale che Alfio c’è

Una scossa liquida ha smosso la tradizionale indolenza dei romani. Così avvezzi al Colosseo che neanche il Cinque Stelle può immaginare di smuovere. E’ il nuovo vento di gentilezza e grazia che ha portato il costruttore Alfio Marchini, da tempo ormai impegnato a tappezzare la città di cuori in campo bianco.
Grazie a Marchini e alla sua voglia di spostare l’ufficio del sindaco a Corviale, gli odiati manifesti che si riproducono in molte vie e danno ricchezza a pochi, sono diventati gradevoli. In tanta barbarie post elettorale, con faccioni e slogan che invitavano a votare, c’è da dire che il costruttore Marchini ha segnato la differenza, segno di intelligenza e forse di un po’ di rispetto non tanto per la città, quanto per gli abitanti. Ora che l’uomo ambisce a partecipare alle primarie “aperte” del Pd, si aprono scenari nuovi nel futuro della città.
Per un’istante facciamo finta che il Cinque Stelle non riesca a fare il colpo grosso e a convincere i romani che devono mandare a casa Pd, Pdl e residui di centro. Cosa possibile, questa, secondo i teorici del voto “locale” nel quale l’energia e la “leggerezza politica” dei cittadini stellati, difficilmente può fare breccia. Facciamo dunque finta che all’appuntamento col ballottaggio scontato finiscano un candidato del centrosinistra e il sindaco uscente Alemanno. Fatta la tara a parentopoli, autobussopoli e alle altre genialità della giunta uscente (monnezza compresa), cosa farà la differenza tra i due schiaramenti?
Un piccolo aiuto per i lettori. La differenza si chiama programma, cioè quell’insieme di progetti e di sogni che dovrebbe modificare la città. Rendere insomma Roma meno città burina e più europea, avviare un programma di risanamento (serio) delle periferie, tappare le buche, trovare lavoro alle migliaia che non ce l’hanno, sostenere il turismo e dialogare con quello che resta dei cattolici e dei “poteri forti”.
Ora, il programma del centrodestra più o meno è noto: Torballamonaca, waterfront e varie. Resta il mistero del centrosinistra (a meno che il punto programmatico principale non sia mandare a casa Alemanno) per il quale si apre uno scenario un po’ confuso. Prendiamo ad esempio il tema del raddoppio di Fiumicino: alla Regione la presenza di un calibro come Cristiana Avenali (Legambiente) fa pensare che il progetto di Adr sia destinato alla polvere dei cassetti. Diverso, invece, dovrebbe essere il cuore di Marchini che da buon costruttore e amico di Caltagirone dovrebbe vedere di buon auspicio un’evoluzione delle infrastrutture a servizio del turismo. Quindi un po’ di sano cemento per fare buona economia, da togliere magari sempre dalla piana del Tevere dove un altro costruttore (Parnasi) vorrebbe aprire invece il cantiere del terzo stadio.
Rimanendo sempre sul cemento, che dire della vicenda del Piano Casa? A destra le idee sono chiare; a sinistra un po’ meno. Legambiente aveva tuonato contro, Zingaretti cosa farà? E Marchini? Ancora un caso, il raddoppio della Roma-Latina: il progetto è già finanziato ma l’opposizione non molla. Giusto questi esempi la dicono lunga sul silenzio e sul velo che primarie, sub primarie e campagne elettorali mai finite  sollevano sui problemi.
Un po’ di chiarezza aiuterebbe. In questo i cittadini stellati hanno inaugurato qualcosa di nuovo.

Fabio Carosi