Un grattacapo continuo per chi per lavoro o per bisogno deve spostarsi sulla linea B della metropolitana. La cronistoria non vuole andare troppo indietro nel tempo. Basta evidenziare i disagi che i pendolari hanno dovuto sopportare negli ultimi sette giorni per stilare un bollettino che racconta di una vera e propria odissea.

Venerdì 10 maggio: la metro B si blocca. Lunedì 13 maggio: si registrano disagi sulla linea della metro B. Dopo un’attesa di 20 minuti alla stazione di Rebibbia, è passato un convoglio vuoto che non ha fatto fermata. Il successivo sul quale sono saliti i cittadini si è fermato per un guasto alla Stazione Castro Pretorio e ha fatto scendere tutti i passeggeri. In quest’ultima stazione si è creata una pericolosa ressa tra chi è dovuto scendere e chi era in attesa. All’arrivo del treno successivo, già sovraffollato, è scoppiata l’ennesima tensione. Mercoledì 15 maggio: la metro B si ferma per due ore, dalle 18.25 alle 20.30, tra le stazioni di Bologna e Rebibbia per un treno guasto nella stazione di Pietralata. Le navette sostitutive in superficie non hanno potuto rispondere alle esigenze della grande folla di pendolari che tentavano di raggiungere la propria abitazione nell’orario di punta di ritorno a casa.
Tre disservizi in una sola settimana e cittadini che continuano a lamentarsi, visti i continuai disagi che sono costretti a sopportare. I ritardi al lavoro sono continui, i ritorni a casa non avvengono mai allo stesso orario, gli appuntamenti fissati possono sempre subire delle grandi variazioni di orario.
“È palese che il trasporto pubblico a Roma e nel Lazio sia caratterizzato da diverse problematiche – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Per questo motivo l’associazione fa un appello al futuro Sindaco di Roma invitandolo a considerare il miglioramento del trasporto pubblico come una delle emergenze da affrontare nella Capitale”.
