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“Miracolo” a Roma, l’acqua si tramuta in benzina. La Guardia di Finanza mette i sigilli a due distributori

Infiltrazioni d’acqua o deliberate adulterazioni? Meccanici sommersi dalle riparazioni da Casalbruciato al Quadraro. La conferma dai controlli effettuati dalle Fiamme Gialle

“Miracolo” a Roma, l’acqua si tramuta in benzina. La Guardia di Finanza mette i sigilli a due distributori

Mezzi che si spengono all’improvviso a pochi metri dalla stazione di servizip, serbatoi pieni ma inutilizzabili e una scia di scooter e vetture arrivati in officina a spinta o sul carro attrezzi. A Roma è emergenza per il carburante impuro: una piaga in crescita esponenziale che sta mettendo in ginocchio centinaia di automobilisti e centauri, alle prese con benzina e diesel contaminati da acqua, morchie e sabbie.

Una situazione fotografata da una ricostruzione dell’Adnkronos attraverso le voci dei meccanici romani, increduli di fronte ai volumi di vetture danneggiate registrati negli ultimi sei mesi.

L’allarme dei meccanici: “Casi aumentati del 30%”

«In cinquant’anni di lavoro non mi era mai capitato di trovare auto con la benzina allungata con l’acqua, se non negli ultimi sei mesi», denuncia Giancarlo Lanza, storico meccanico del Quadraro. Un quadro confermato a Monteverde da Roberto Federici, che punta il dito contro impianti specifici: «Ho individuato un distributore che aveva i serbatoi sotterranei con dell’acqua: intenzionale o meno, ha fatto una strage di motori. Di recente ho registrato fino a due clienti colpiti nello stesso giorno».

Spostandosi a Corso Trieste, Romar Ponciano parla di almeno una decina di interventi recenti dovuti al mix di carburante e residui di fondo cisterna, mentre a Casalbruciato Renato Di Nicolò stimano un incremento dei guasti del 25-30% rispetto agli anni passati: nei recipienti di scarico è sufficiente una torcia per scorgere a occhio nudo la separazione tra la frazione idrica, le sabbie e il carburante.

Stangata ai prezzi e l’ombra della speculazione

Il fenomeno coincide cronologicamente con una scalata verticale dei listini alla pompa. Tra gennaio e giugno 2026 la benzina ha preso la rincorsa passando da 1,67 a 1,94 euro al litro, mentre il diesel ha sfondato la quota psicologica dei 2 euro. In questi giorni di grande esodo agostano, i rifornimenti sfiorano vette di 2,10 euro su diverse tratte, alimentando il sospetto che dietro l’impennata di carburante ‘tagliato’ vi sia una precisa strategia speculativa per far rendere al massimo le giacenze.

L’intervento della Guardia di Finanza: due impianti sequestrati

L’allarme dei meccanici non è rimasto inascoltato. La Guardia di Finanza sta passando al setaccio i distributori della Capitale: tra martedì e ieri sono stati verificati venti impianti, da via Anguillarese fino all’area della Cervelletta, a Tor Cervara.

In tre stazioni di servizio, tutte pompe bianche che attirano gli automobilisti con prezzi più bassi di circa dieci centesimi rispetto al mercato, il gasolio è risultato diluito con acqua o altre sostanze. Due impianti sono stati sequestrati, i titolari denunciati per frode in commercio e frode nella miscelazione. Il terzo imprenditore dovrà rispondere solo della prima accusa, ma il quadro resta grave: seimila litri di carburante fuori norma sono stati tolti dal mercato, cinque tonnellate che si aggiungono alle settantaquattro già sequestrate dall’inizio dell’anno.

I militari del I Gruppo Roma hanno rilevato anche irregolarità amministrative, dalle licenze non esposte alla mancata comunicazione dei prezzi al ministero, per un totale di ventimila euro di sanzioni.