“Non glieli dara’ mai, Manlio gli sputa in faccia a Gennaro, gli dice ‘cosa vuoi?’”. Cosi’ Massimo Carminati, l’ex Nar arrestato nell’inchiesta su Mafia Capitale, intercettato in una conversazione con Riccardo Brugia. I due, ascoltati dagli investigatori del Ros dei Carabinieri, stanno commentando l’esito del processo sulla maxi truffa Fastweb-Telecom Sparkle e in particolare il rapporto tra Gennaro Mokbel e Manlio Denaro.
Manlio Denaro, arrestato per il tentato sequestro e successivo omicidio del cassiere di Mokbel, Silvio Fanella, avrebbe dovuto restituire, secondo quanto emerge dal colloquio tra Carminati e Brugia, un milione di euro proprio a Mokbel, forse provento della maxi truffa.
Nel corso dell’intercettazione Carminati sottolinea il fatto quei soldi non verranno mai restituiti a Mokbel e questo “per la pericolosita’ criminale che viene riconosciuta al Denaro”, cosi’ come sottolineato nell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma Bernadette Nicotra nei confronti di cinque persone indagate nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Silvio Fanella, ucciso in un appartamento alla Camilluccia il 3 luglio scorso. In particolare, sulla base del provvedimento emesso su richiesta del procuratore aggiunto Michele Prestipino e dei sostituti Paolo Ielo e Giuseppe Cascini, sono finiti in carcere Manlio Denaro, Emanuele Macchi Di Cellere, Gabriele Donnini, Carlo Italo Casoli, mentre ai domiciliari la figlia di quest’ultimo, Claudia.
“Questa intercettazione – scrive il gip Nicotra nella trenta pagine di ordinanza – e’ un’ulteriore conferma del movente della vicenda in esame riconducibile a pregressi contrasti tra Gennaro Mokbel e Manlio Denaro, legati a motivi prevalentemente economici e all’evidente intenzione del Denaro di mettere le mani sul tesoretto di Mokbel e company.





