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Morire per una risonanza magnetica. Codici: “Nuovo scandalo all’Umberto I”

Doveva essere un esame di routine, ma per una donna di 53 anni non è neppure iniziato. A stroncarla una reazione allergica dopo l’iniezione del liquido a contrasto. L’associazione dei consumatori ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica. I sanitari infatti erano a conoscenza dell’intolleranza della donna ai medicinali usati per effettuare l’esame. La Procura ha aperto un inchiesta per omicidio colposo

Quello che desta più rabbia è che non è stato un caso sfortunato. La morte di una donna di 53 anni durante una risonanza magnetica ha tutti gli aspetti di essere l’ennesimo caso di malasanità che nell’ultimo mese sembrano essere all’ordine del giorno. Indizi talmente evidenti che la Procura ha aperto un inchiesta con l’accusa di omicidio colposo.

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I fatti risalgono a giovedì scorso, quando Rosaria Mancini va al Policlinico Umberto I per effettuare una risonanza magnetica, un semplice esame di routine. Il marito la saluta prima di entrare nella sala dove c’è la macchina per effettuare l’esame. Ma la donna non arriverà mai neppure a sdraiarsi sul lettino: per lei è stata fatale l’iniezione del liquido di contrasto. Ogni tentavo di rianimazione effettuato da decine di medici sono stati inutili. Ad ucciderla sarebbe stata una reazione allergica: un’intolleranza che era conosciuta al personale medico che aveva visitato diverse volte la donna.
Rosaria soffriva di problemi al pancreas, per questo doveva essere costantemente monitorata. Le verifiche vertono ora se nell’ultima occasione siano state adottate le stesse procedure utilizzate nelle precedenti circostanze.
Il Codici annuncia che sarà presentato un Esposto alla Procura della Repubblica al fine di verificare i fatti accaduti. È infatti necessario accertare se il farmaco somministrato alla donna abbia avuto un dosaggio diverso rispetto al passato e se sia stata questa la causa del decesso.
“Insomma – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – è necessario far luce sull’eventualità di un errore medico, di un comportamento negligente, oppure di una tragica causalità che ha avuto conseguenze così funeste. Se ci sono dei responsabili, questi vanno individuati”.