I dati fanno impallidire tutti i buoni propositi di mobilità pubblica. Non sono i giorni di vita persi in coda sulle strade, né il timore di un incidente. Quello che terrorizza di più i cittadini è prendere i mezzi pubblici.

Il 46% dei romani ritiene che negli ultimi anni la situazione della mobilità sia peggiorata. Con oltre 18 mila incidenti stradali, 24 mila feriti e 186 decessi nel solo 2011, la capitale ottiene il primato negativo della sicurezza sulle strade tra le aree metropolitane. È quanto emerge dall’ultimo rapporto realizzato dall’Istituto Eures Ricerche Economiche e Sociali. Stando all’indagine, la Capitale registra inoltre un incremento dei decessi in controtendenza rispetto alla dinamica italiana. Il numero più alto delle vittime si registra tra i pedoni.
In media gli spostamenti casa-lavoro ci fanno buttare nel traffico 14 giorni l’anno. Va peggio per i pendolari che passano oltre due ore al giorno sui mezzi di trasporto. Ovviamente chi si sposta su due ruote ci guadagna in termini di tempo, impiegando appena 46 minuti per raggiungere il posto di lavoro. In una ipotetica gara ad arrivare ultimi sarebbero chi scelgono i mezzi pubblici: 80 minuti da trascorrere al telefonino o leggendo, ressa permettendo.
Le tirate di orecchi sono tutti per gli amministratori, indicati dai cittadini come i principali responsabili della inadeguatezza della rete dei trasporti. Bocciata anche la dotazione di infrastrutture e servizi per la mobilità: piste ciclabili e parcheggi i grandi assenti. Il giudizio del campione sull’adeguatezza dei servizi e delle infrastrutture per la mobilità complessivamente molto negativo.
Si salva soltanto l’offerta del servizio taxi è considerata adeguata da una seppur esigua maggioranza del campione, il 50,8% a fronte del 49,2% di opposta opinione.
