Sono sette le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di G. F., una bambina di dieci anni, morta sabato mattina durante un intervento all’orecchio destro svolto presso la clinica Villa Mafalda. Si tratta, in particolare, di due otorini, dell’anestesista e dell’altro personale medico-sanitario presente in sala. Omicidio colposo il reato contestato dal pm Ilaria Calò. Il magistrato ha affidato al professor Luigi Cipolloni, dell’istituto di medicina legale dell’università La Sapienza, l’incarico di svolgere l’esame autoptico per far luce sulle cause del decesso.
Doveva essere una banale operazione per la ricostruzione del timpano lesionato, ma da quella sala operatoria una bambina di dieci anni è uscita cadavere. I medici della clinica privata Villa Mafalda finiscono di nuovo sotto i riflettori per un caso di malasanità dopo che a settembre dello scorso anno furono bersaglio di un ciclone di polemiche dopo la morte del celebre scrittore Alberto Bevilacqua, che proprio nella stessa clinica era ricoverato.
Allora l’indagine della procura portò all’iscrizione nel registro degli indagati dei quattro medici dell’equipe che si prese cura di Bevilacqua per undici mesi, tutti accusati di omicidio colposo.
In mattinata era stato il Codici ad inviare un esposto alla Procura della Repubblica per far luce sulla vicenda. La bambina, stando a quanto affermano i genitori, non avrebbe mai sofferto di patologie particolari, né sarebbe mai stata sottoposta ad altri interventi. Il decesso, per ora, rimane immotivato. “Oggi siamo di fronte all’ennesima tragica notizia che ci fa dubitare sull’efficienza del nostro sistema sanitario – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Solo le indagini riusciranno a chiarire quanto accaduto, perché le eventuali responsabilità dell’accaduto sono ancora sconosciute, ma lo sconcerto è altissimo.
“Oramai da troppo tempo le tutele pendono sproporzionatamente a favore dei medici. L’ultimo esempio è il disegno di legge 1134, palesemente volto a deresponsabilizzare i medici: “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e di responsabilità in ambito medico e sanitario”. Non è la prima volta che la classe politica si inchina al potere delle lobbies, mettendo in atto manovre finalizzate a deresponsabilizzare i sanitari.
Per questo dalla campagna del Codici ‘Indignamoci, ci scippano la salute e la dignità’, è nata ‘Le vittime non siete voi!’, contro quei medici che si sentono facili bersagli di ingiuste accuse da parte dei pazienti. Il disegno di Legge 1134, d’iniziativa del senatore Amedeo Bianco, nonché Presidente della Federazione degli Ordini dei Medici, è fortemente sbilanciato a favore della categoria. È una legge fatta in casa, visto il ruolo del Presidente Bianco, che non ha rispetto delle vittime della malasanità e non tutela i pazienti. Il ddl è fatto da un medico a favore dei medici”.

