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Muore al S. Giovanni, nessuno lo sa. L’accusa: Un caso occultato”

Ricoverata con un codice giallo al pronto soccorso il 22 aprile, una donna di 74 anni muore il 3 maggio dopo una brutta caduta dal letto dell’ospedale. Ma la notizia viene denunciata solo giovedì e da Storace

Muore undici giorni dopo essere stata ricoverata al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni con un codice giallo: lasciata sola e senza assistenza, cade dal letto e dopo un’operazione neurochirurgica entra in coma. E’ accaduto il 3 maggio scorso ma la notizia non è mai stata resa pubblica.
La denuncia arriva dal Francesco Storace,  vicepresidente Consiglio regionale del Lazio, che la pubblica sul suo giornale, ponendo fine all’idillio col presidente della regione. “Può succedere anche se non deve succedere. Ma nascondere no. E’ una specie di occultamento di cadavere. Il presidente Zingaretti ci inonda ogni giorno con i suoi comunicati stampa in cui informa il mondo che ora il Lazio è la regione migliore del mondo, ma dimentica di far conoscere le notizie più gravi, pesanti, drammatiche” accusa il capogruppo de La Destra che mercoledì sera ha depositato un’interrogazione sulla vicenda. “E’ un caso su cui un governatore che si rispetti si deve precipitare a pretendere la verità per farla conoscere ai cittadini” scrive.
Ecco i fatti ricostruiti dall’ex governatore. Il 22 aprile 2014 alle ore 16.30 la signora Elena Salvati, di settantaquattro anni, viene accompagnata dal 118 al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Giovanni. Alla donna viene assegnato codice giallo, ovvero uno dei meno gravi. Il giorno successivo, il 23 aprile viene “parcheggiata” in osservazione breve. Ma la notte successiva la signora cade dal letto riportando un violento trauma contusivo alle ginocchia. La caduta, secondo quanto riferito dai familiari, viene ignorata, sottovalutata, trascurata da medici e personale vario del reparto: la signora Salvati resta senza assistenza e vigilanza. La situazione precipita quando la notte del 25 aprile, la donna cade di nuovo dal letto e sbatte violentemente la testa a terra. La caduta appare subito grave e alla paziente viene praticata una Tac, al termine della quale si riscontra un ematoma all’orbita. Sottoposta ad un intervento neurochirurgico  la signora Salvati entra in coma e viene trasferita nel Centro di Rianimazione dell’ospedale San Giovanni; qualche giorno dopo l’intervento, e precisamente alle 16.40 del 3 maggio 2014, Elena Salvati muore. Una vicenda alla quale secondo Storace sarebbe stato messo il silenziatore. “Ma anche i muri parlano e ora rendiamo pubblica questa triste storia. Non sappiamo se fosse già a conoscenza del presidente della regione, ma da questo momento anche Zingaretti lo sa, nel caso non abbia ancora letto l’interrogazione presentata nella serata di ieri. Abbiamo tutti il diritto di sapere che cosa e’ successo”.