Sono in mobilitazione i lavoratori delle biblioteche nazionali, degli archivi e del circuito museale che fanno capo al ministero dei Beni culturali. “In 5 anni, i dipendenti del Mibac sono passati da 25mila a poco più di 18mila unità e non riescono più a garantire i servizi essenziali”, fanno sapere Franco Taschini del sindacato Uilpa Bac e Saturnino Padovani della Flp, che questa mattina sono riuniti in assemblea alla biblioteca nazionale di Castro pretorio per decidere in che modo proseguire la mobilitazione. Per avere un’idea sulla situazione dell’organico nelle varie strutture museali e archivi del Mibac “basti persare che alla biblioteca nazionale di Castro pretorio, siamo passati negli ultimi anni da 350 a 210 dipendenti”, hanno spiegato i sindacalisti. Mentre, nelle strutture museali, “i vigilanti hanno già cumulato il monte di giorni festivi che per contratto possono lavorare e ci troviamo ora di fronte al rischio che a luglio non ci sarà alcuna sorveglianza nei musei, a meno che il Governo non decida di mandarci la Polizia di stato”. A fronte di questa “emorragia di posti di lavoro, non c’e’ alcun progetto ne’ concorso pubblico per fronteggiare una situazione destinata al peggioramento, visto che l’eta’ media dei dipendenti del Mibac è superiore ai 50 anni e, progressivamente, andranno in pensione altre centinaia di persone che non sembra saranno sostituite”. Alla carenza di personale, a quanto denunciato le associazioni sindacali riunite in assemblea, si aggiunge il problema degli stipendi e dei buoni pasto: “Da gennaio, circa 3.000 dipendenti del Mibac nel Lazio non percepiscono ne’ buoni pasto ne’ lo stipendio accessorio, che corrisponde al 20 per cento dello stipendio complessivo: risorse sui cui lavoratori da 1.200 euro al mese contano per arrivare alla fine del mese”.
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