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A Bracciano la nuova discarica. “Falcognana non è necessaria”

Annuncio a sorpresa dell’assessore Estella Marino: “ Ad oggi, non so se utilizzeremo la discarica di Falcognana perché, probabilmente, se siamo a riusciti a mettere in piedi strade diverse, non è detto che ce ne sia bisogno. Il ministero sta finendo le ultime indagini perché le valutazioni non si fanno a scatola chiusa ma andando ad analizzare criticità, problemi, necessità”. Partiti i primi 25 camion da Rocca Cencia e Salario diretti in Romagna e Piemonte. Il commissario Sottile firma l’ordinanza per la discarica di Cupinoro che lavorerà per Roma sino al 31 dicembre. L’ira dell’M5s: “Civita si deve dimettere”

Una resa? Una presa di coscienza dell’impossibilità di gestire la discarica alla Falcognana e soprattutto il malcontento sociale? A sorpresa il dietrofront del Comune di Roma è affidato all’assessore Estella Marino che per la prima volte rompe il muro dietro al quale si era trincerato il Comune di Roma: “Ad oggi, non so se utilizzeremo la discarica di Falcognana perché, probabilmente, se siamo a riusciti a mettere in piedi strade diverse, non è detto che ce ne sia bisogno. Il ministero sta finendo le ultime indagini perché le valutazioni non si fanno a scatola chiusa ma andando ad analizzare criticità, problemi, necessità”.

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Un dietrofront o un’attesa? Alla domanda sui costi del trasferimento dei rifiuti al Nord, dopo la chiusura di Malagrotta, ha risposto: “Fino a ieri pagavamo 67 euro/tonnellata per il conferimento in discarica; con i bandi che sono stati aggiudicati, la spesa è tra i 100 e i 115 euro/tonnellata, quindi la differenza, moltiplicata per le tonnellate, è quanto ci costerà. C’è da dire – ha aggiunto – che Malagrotta, obiettivamente, aveva costi più bassi rispetto ad altre discariche ma è anche vero che ha creato una serie di problematiche per la Valle Galeria. Quando facciamo i conti sui costi, dobbiamo tenere in considerazione anche gli effetti ambientali”.
Intanto oggi i primi 25 camion sono partiti da Rocca Cencia e dal Salario, dove hanno sede i due impianti Ama, alla volta della Romagna e del Piemonte.

Nel primo pomeriggio a sorpresa: il commissario straordinario all’emergenza rifiuti, Goffredo Sottile, ha firmato l’ordinanza con la quale dispone il conferimento di 20 mila tonnellate di rifiuti nella discarica di Cupinore a Bracciano. La via d’uscita all’impasse nella quale si era trovato il commissario è arrivata da un bando di gara che la società Bracciamo ambiente spa ha pubblicato lo scorso 9 settembre, con la quale ha disposto la cessione di volumetrie per rifiuti non della zona. La nuova discarica di servizio di Roma sarà attiva sino al 31 dicembre ma, come disposto dal bando,c’è la possibilità di un rinnovo per altri sei mesi.

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L’IRA DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE

 “Abbiamo fatto un consiglio straordinario sui rifiuti dove nessuno ha pronunciato ‘Cupinoro’, abbiamo avuto un’audizione con il commissario Sottile che ha ribadito che Falcognana era l’unica scelta possibile e si è parlato di tutto meno che di Bracciano, ma questo è il Lazio. Un governatore che dice che ha un piano, un assessore che non da spiegazioni, un commissario speciale che rassicura tutti in audizione e poi decine di camion che vanno verso il lago di Bracciano invece che a Malagrotta”. Lo comunica, in una nota, il gruppo del Movimento 5 Stelle.
“Quello che sta succedendo in queste ore – dichiara Devid Porrello, membro della commissione Ambiente – è vergognoso. In commissione, in audizione e in consiglio avevamo fatto presente che non sarebbe mai stata pronta la discarica di Falcognana ma hanno fatto tutti finta di niente, rispondendo falsamente alle nostre domande. Chiediamo quindi a Zingaretti e alla sua giunta perché hanno omesso di spiegarci, nelle quasi tredici ore che è durata l’ultima seduta del consiglio, che c’era un’ordinanza pronta ed un sito alternativo già stabilito, con tanto di avviso sulla Gazzetta Ufficiale. Da parte nostra ci sarà la guerra, è una totale mancanza di rispetto verso il ruolo del consiglio, e non è la prima di questa consiliatura”.
“Anche se questo è il Lazio e siamo abituati a tutto, – dichiara Silvia Blasi – non pensavamo che la giunta ed il commissario avrebbero agito così. Quanto accaduto è la prova che governatore, assessore, commissario ed amministratori locali erano tutti d’accordo, o è un caso che il sindaco di Bracciano sia stato consigliere provinciale con Zingaretti? Se fino a ieri c’erano abbastanza motivi per chiedere le dimissioni di Civita oggi possiamo dire che la misura è colma, l’assessore se ne deve andare, insieme al commissario, e lasciare il posto a persone veramente competenti e trasparenti. Non si gioca con la salute delle persone e dell’ambiente, noi da quando siamo entrati lo ripetiamo, ma loro continuano a far finta di non capire”.

 

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